Le priorità manageriali delle PMI: cosa è cambiato nel 2020?

Come cambiano le priorità manageriali nel 2020, alla luce della recente emergenza sanitaria?

Redazione MondoPMI
0
0
Priorità manageriali

In che modo l’emergenza sanitaria ha cambiato le priorità delle PMI italiane, soprattutto di quelle che nel 2019 avevano registrato ottime performance? Questa la domanda a cui ha scelto di rispondere l’Ufficio studi di Banca Ifis redigendo un Market Watch dedicato all’impatto dell’emergenza Covid-19.

Banca Ifis

 

 

Le priorità manageriali delle PMI nel 2019

Il Market Watch del giugno 2020 è un tassello ulteriore di un mosaico di analisi che si sviluppa da due anni nell’ambito del progetto Fattore I, un’iniziativa portata avanti da Banca Ifis in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Lo studio è stato sviluppato sia attraverso strumenti quantitativi sia qualitativi dai bilanci, alle interviste, fino all’innovativo impiego del web listening e del machine learning.

Nell’ambito di questa indagine attraverso il tessuto imprenditoriale italiano a fine 2019 erano stati individuati quattro Hot Topic che indicavano le principali priorità manageriali di tutti i settori produttivi:

  • Trasformazione digitale: processi e modelli vengono ripensati ponendo maggior attenzione all’efficienza produttiva, ma anche all’ambiente e ad un uso più attento delle risorse. L’obiettivo è l’innovazione industriale.
  • Sostenibilità: è considerata un’opportunità di crescita e l’innovazione tecnologica diventa un fattore abilitante, si ricerca un’evoluzione dei sistemi produttivi.
  • Supporto pubblico: richiesta di interventi infrastrutturali e grandi opere pubbliche a rilancio dell’economia, accordi commerciali a tutela del Made in Italy, refitting, questi i temi attorno a cui si concentrano le discussioni legate a questo macro-trend.
  • Risorse umane e competenze: appare elevata la preoccupazione per la mancanza di competenze adeguate in particolare nel gestire le nuove tecnologie utilizzate nella produzione.

 

Cosa è cambiato dopo l’emergenza?

Con il sopraggiungere dell’emergenza Covid-19 ciò che si osserva è una situazione fluida con alcuni settori che trovano nella congiuntura storica un’occasione per incrementare le loro performance ed altre che ne vengono penalizzate. Tecnologia, Chimica e Farmaceutica, Logistica e Trasporti sono settori che si rivelano strategici durante la Fase 1 grazie al loro supporto alla nuova realtà lavorativa “da remoto” e allo sviluppo e la circolazione di farmaci e presidi sanitari.

Tutt’altra fotografia è quella scattata ai settori tradizionali del Made in Italy, dall’Automotive, al Sistema Casa, fino alla Moda e alla Meccanica, dove la filiera lunga mostra qualche fragilità.

Gli Hot Topic rilevati nel 2019 resistono, ma le priorità manageriali ad essi collegati subiscono necessariamente un mutamento alla luce dell’esperienza contingente:

  • Trasformazione digitale: questa si orienta all’e-commerce, alla realtà virtuale e soprattutto verso i nuovi servizi di collaborazione a distanza trovando nella remotizzazione del lavoro anche in ottica di medio-lungo periodo.
  • Sostenibilità: nella fase 1 domina la sostenibilità sociale attraverso iniziative di riconversione produttiva a supporto dell’emergenza, in fase 2 riemerge l’attenzione all’ambiente, ma concentrata in alcuni settori.
  • Supporto pubblico: ciò si declina nel 2020 nella richiesta di liquidità e di interventi statali che aiutino le imprese e l’economia tutta a ripartire.
  • Risorse umane e competenze: il focus si sposta sulla perdita di posti di lavoro da una parte e la mancanza di manodopera in alcuni settori specifici dall’altra. Con la ripartenza si presenta la necessità di riorganizzare il lavoro per garantire la tutela sanitaria dei lavoratori.