Le startup innovative italiane superano quota 10 mila

Il 2,82% delle imprese italiane registrate negli ultimi 5 anni sono startup innovative.

Redazione MondoPMI
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Startup innovative italiane

Il numero delle startup innovative in Italia è in forte aumento. Dal report del Ministero dello Sviluppo Economico, realizzato in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere, risulta che nel primo trimestre dell’anno le startup italiane hanno per la prima volta superato quota 10 mila.

Che cosa intendiamo per startup innovative?

Rientrano in questo status le società di capitali costituite da meno di 5 anni, con fatturato annuo inferiore ai 5 milioni di euro, non quotate e in possesso di determinati indicatori relativi all’innovazione tecnologica previsti dalla normativa nazionale.

Queste imprese giovani devono, inoltre, presentare almeno un socio di età inferiore ai 35 anni, caratteristica che nel 42,9% dei casi è attribuibile a tutte le neo-imprese, anche a quelle “non-innovative”.

Altro tratto distintivo di questo tipo di aziende è l’appartenenza alla categoria delle micro-imprese: solo 4 startup su 10 hanno almeno un dipendente e presentano, in media, 3 addetti. Per contro, però, le startup possiedono compagini sociali più ampie, che oscillano intorno ai 4/5 soci per azienda.

Negli ultimi 5 anni in Italia sono state costituite 358mila società capitali, delle quali il 2,82% a marzo 2019 risultava registrata come startup: alla fine del primo trimestre, il numero di startup innovative hanno toccato le 10 mila unità, 317 in più rispetto al 2018.

Come si caratterizzano le startup innovative italiane?

Banca IFIS Impresa

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Il maggior numero di startup innovative è localizzato in Lombardia: la regione ospita più di 2 mila aziende, pari al 25,2% del totale nazionale. A seguire:

  • Il Lazio, unica altra regione d’Italia che supera quota mille con 1.124 aziende pari all’11,2%;
  • L’Emilia-Romagna con 891 aziende pari all’8,8% del totale nazionale;
  • Il Veneto con 879 startup pari all’8,7%.

A breve distanza, compaiono la Campania, prima regione del Mezzogiorno per numero di startup innovative, la Basilicata, il Molise e la Valle d’Aosta.

La provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative è Milano: a fine marzo erano 1.791, il 17,8% del totale nazionale. Al secondo posto c’è Roma che supera, per la prima volta quest’anno, quota 1000, con 1.012 imprese giovani pari al 10% del totale. Nella top five compaiono anche Napoli (360), Torino (322) e Bologna (317).

DISTRIBUZIONE PER SETTORI

  • Il 72,6% delle startup innovative ha un modello di business B2B e fornisce servizi quali produzione di software, consulenza informatica, attività di R&S e servizi di informazione.
  • Il 18,4% opera nel manifatturiero, e in particolare:
  • Il 3,3% è impegnato nella fabbricazione di macchinari;
  • Il 3,1% produce computer e prodotti elettronici e ottici;
  • L’1,7% fabbrica apparecchiature elettroniche.
  • Il 3,6% delle neo-aziende, invece, si occupa di commercio.

LA PRESENZA GIOVANILE

 Le startup innovative con una maggiore presenza di giovani under 35 sono il 18,8% del totale, un dato di oltre 3 punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative. La percentuale sale se si considerano le imprese in cui è presente almeno un giovane  nella compagine sociale: rappresentano quasi il 43% delle startup, contro il 33,7% delle altre imprese.

LA PRESENZA FEMMINILE

Sono 1.365 le startup con prevalenza femminile, ossia in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne: una quota non molto elevata se si considera l’universo delle neo-società di capitali dove la presenza femminile è pari al 22,1%. Se si guarda alla compagine sociale, le startup innovative che contano almeno una donna tra i soci rappresentano quasi il 43% delle startup.

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Image credit: shutterstock