IL MADE IN ITALY VOLA ALTO. IL NORDEST FA DA TRAINO

Macchinari, lavorazioni del metallo e moda i settori a maggior performance

Redazione MondoPMI
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Valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro, quello del saldo commerciale dei prodotti “made in Italy” del 2016. Valore che continua a seguire lo standard degli ultimi anni, mostrando un continuo incremento; per contro, i prodotti che potremmo definire “not made in Italy”, mostrano performances negative. Si tratta per lo più di prodotti che non possono beneficiare della “copertura del brand” Made in Italy, perché appartenenti a settori non tradizionalmente collegati al “concetto di Italianità. In questi comparti, il dato del saldo commerciale con l’estero è addirittura negativo, e non di poco: 31,2 miliardi di euro in meno rispetto allo scorso anno.

La locomotiva Nordest

Sul piano nazionale secondo la CGIA di Mestre il triangolo industriale che traina il paese si colloca tra le province di Bologna, Venezia e Milano. La regione del Veneto è la prima dell’intero territorio nazionale votata all’export. Con un saldo di 25,5 miliardi si posiziona in testa. Seguita poi a ruota dall’Emilia Romagna con ben 23,6 miliardi e dalla Lombardia che porta a casa 21,4 miliardi. Le tre regioni da sole compongono il 58,7% dell’intero saldo commerciale italiano.

Germania, Francia, Stati Uniti e Regno Unito

I nostri prodotti hanno grande successo in Germania (30,8 miliardi di euro), Francia (28,3 miliardi), USA (25,9 miliardi) e Regno Unito (14,9 miliardi). Il 37% del totale delle esportazioni “made in Italy” si riscontra pertanto in questi quattro paesi nonché principali mercati di sbocco.

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Prodotti in metallo, moda e macchinari in testa

questi i settori in cui le eccellenze del made in Italy hanno dato migliore performance

  • I macchinari si aggiudicano il primo posto. Per macchinari intendiamo macchine per l’industria delle pelli, motori, turbine, forni, compressori, macchinari per la lavorazione di metalli, per il settore calzaturiero e tutti i settori nei quali l’automazione, anche minima, abbia un ruolo di primo piano; il saldo positivo del comparto è di 48 miliardi di euro, e rappresenta il 39,5% del saldo totale del  “made in”
  • Il settore moda raggiunge il risultato più che positivo di 18 miliardi; gli accessori, le calzature, l’abbigliamento e il tessile Made in Italy continuano a rappresentare un punto di riferimento per il nostro paese nei mercati internazionali
  • il comparto dei lavorati in metallo, come serbatoi, generatori di vapore, coltelleria, cisterne, si piazza al terzo posto con un saldo di 10, 9 miliardi.

Sul fronte delle produzioni manifatturiere che invece non vengono identificate con il “made in Italy” ritroviamo quasi soltanto saldi più che negativi, con gli articoli metallurgici a  -2,9 miliardi, le auto che fanno segnare -4,7 miliardi, il tabacco che si piazza a -1,8 miliardi.

Le quattro A del Made in Italy

La gran parte dei prodotti “made in Italy” in definitiva sono ascrivibili all’interno dei settori delle “quattro A”. Vale a dire Arredo-casa, Abbigliamento-moda, Alimentare e Automazione. Ambiti composti per la maggior parte da Pmi a conduzione famigliare, che in molti casi hanno ottenuto la leadership sul mercato mondiale.

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Image credit: shutterstock