Medie Imprese Industriali: crescita e sfida all’innovazione

I risultati dell'indagine annuale di Unioncamere sulle medie imprese industriali

Redazione MondoPMI
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Unioncamere e Mediobanca hanno pubblicato nei giorni scorsi la sedicesima edizione dell’indagine che si tiene ogni anno sull’andamento delle medie imprese industriali italiane.
In particolare, la ricerca ha preso in considerazione il periodo 2006-2015 con un ulteriore approfondimento sul periodo 1996-2015.

Dall’indagine sono emersi risultati interessanti soprattutto per le medie imprese familiari che hanno visto aumentare il proprio peso nella manifattura italiana, con un valore cresciuto dal 12% al 18%, l’export dal 15.6% al 19% e il fatturato dal 14,5% al 18,5%.

Le medie imprese risultano essere quindi tra le aziende che hanno resistito meglio alla crisi e che tengono testa ai competitor degli altri paesi, soprattutto quelle con una forza lavoro tra le 50 e le 499 unità e un volume di vendite tra i 16 e i 355 milioni di euro.

Risultati negativi, invece, hanno registrato le aziende pubbliche e i grandi gruppi che, sebbene abbiano registrato un buon fatturato, non hanno fatto margine operativo.

Le imprese che risultano tra le prime dell’indagine rappresentano il 62% della produzione Made in Italy, e nel periodo preso in considerazione hanno raddoppiato il fatturato. Si tratta principalmente di aziende del settore meccanico (38%), di beni per la persona e per la casa (21,4%), chimico farmaceutico (14,4%) e food (13,9%).

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Sono collocate per la maggior parte al Nord e al Centro – Nord, l’80% tra Veneto e Lombardia e il resto tra Toscana, Marche e Umbria. Poco meno di una su dieci, invece, è situata nel Sud Italia.
Quasi il 90% esporta ma la base produttiva è in Italia. Ogni dieci siti produttivi infatti solo due sono all’estero. Inoltre, si rileva anche per questi una tendenza diffusa a riportare la produzione in Italia.

Nel contesto generale si evidenziano però anche alcuni limiti per le medie imprese, come ad esempio le difficoltà con il passaggio generazionale (45%) e una tassazione penalizzante (33% a dispetto del 25,6% delle grandi imprese).

Rimane invece aperta la sfida all’innovazione e alla digital transformation, solo il 20% delle medie imprese ha infatti avviato progetti, il 6,4% li ha già introdotti ma il 34,2% non ha alcuna conoscenza in materia e il 7,4% non ha mai affrontato la tematica.

L’indagine, per concludere, rileva come le medie imprese industriali siano la fascia più dinamica del sistema produttivo in quanto crescono, producono ricchezza, difendono l’occupazione e sono patrimonialmente stabili.

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Image credit: shutterstock