Natalità/mortalità imprese: dati negativi, ma meglio del 2014

Redazione MondoPMI
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Sono stati resi noti da Infocamere i dati sulla natalità e sulla mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre del 2015, da cui emerge che le cessazioni di attività sono diminuite rispetto allo stesso trimestre del 2014.

Nei primi tre mesi del 2015, infatti, il saldo tra attività aperte e quelle chiuse ha fatto segnare un deciso -18.685, cifra che risulta essere quasi consolatoria se si pensa che nello stesso periodo del 2014 lo stesso dato aveva toccato quota -24.490.

Tra gennaio e marzo 2015, infatti, sono nate 114.502 nuove aziende, ma ne sono state chiuse 133.187. Per quanto sia purtroppo ancora di segno negativo, questo è comunque il dato migliore degli ultimi dieci anni.

Per quanto riguarda le forme giuridiche delle imprese nate nei primi tre mesi del 2015, le società di capitali hanno fatto registrare cifre lievemente in controtendenza, con 11.482 imprese in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari ad un tasso di crescita positivo dello 0,77%.

Buoni sono anche i dati relativi alle start‐up innovative: nei primi tre mesi dell’anno, infatti, ne sono nate 368, contro le 229 dello stesso periodo del 2014.

Va segnalato, poi, che delle imprese nate tra gennaio e marzo, oltre 35mila (il 31%) sono state create da giovani con meno di 35 anni di età. Ben il 36% di queste nuove imprese giovanili, poi, è nato nel Mezzogiorno.

A livello regionale è interessante notare anche che il Lazio è l’unica regione a far registrare un saldo positivo tra imprese avviate e imprese chiuse nel primo trimestre del 2015. Rispetto allo stesso periodo del 2014, infatti, sono nate 418 imprese in più, pari ad un positivo seppur misero 0,07%.

Un altro dato positivo riguarda i fallimenti, visto che tra gennaio e marzo 2015 le imprese che hanno aperto una procedura fallimentare sono state 3.588, contro le 3.607 che avevano portato i libri in tribunale nel primo trimestre del 2014.

I dati di Movimprese, elaborati da InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese e diffusi da Unioncamere, non sono di certo eclatanti, ma lasciano qualche spiraglio di speranza in vista di una timida ripresa dell’economia e dell’imprenditorialità dopo questo lungo e difficile periodo di crisi.