Nuove partite IVA in calo nel 2020

I settori più interessati dal calo sono quelli ricettivi, della ristorazione, dello sport e dell’intrattenimento.

Redazione MondoPMI
0
0
nuove partite iva in calo nel 2020

Rallentano le aperture di nuove attività e si riducono anche le chiusure rispetto al 2019.

 

Banca Ifis

 

Nuove aperture di partite IVA: -15% rispetto al 2019

I dati dell’Osservatorio sulle partite IVA del MEF ci dicono che nel corso del 2019 sono state aperte 464.700 nuove imprese, in calo di quasi il 15% rispetto al numero registrato l’anno precedente. A incidere sull’andamento delle nuove aperture è stato lo scoppio dell’epidemia di coronavirus e le conseguenti restrizioni adottate sia a livello nazionale che internazionale.

Delle nuove attività avviate, una partita IVA su cinque è stata aperta nel settore del commercio. Circa il 16% delle nuove imprese è attivo nel settore dei servizi professionali e il 10% nell’ambito dell’agricoltura.

Per quanto riguarda la forma giuridica delle attività avviate nel 2020, emerge che quasi tre imprese su quattro sono organizzate in forma individuale, il 20% è costituito come società di capitali e solo il 3,4% come società di persone. È inoltre interessante notare come quasi una partita IVA su due tra quelle aperte nel 2020 ha aderito al regime forfetario.

Analizzando i dati su base geografica si nota come la maggior parte delle nuove imprese ha sede nelle regioni del Nord (il 44% del totale). Seguono le regioni del Sud e le isole, che complessivamente rappresentano il 34% delle nuove aperture. Più indietro le regioni del Centro Italia, che superano di poco quota 20%.

Sono soprattutto i giovani under 35 a decidere di avviare un’attività autonoma. Nel 2020 quasi metà delle nuove partite IVA aperte sono riferibili a persone con meno di 35 anni. Poco meno di un terzo dei nuovi imprenditori ha tra 36 e 50 anni e il restante 20% ha più di 50 anni.

Un altro dato interessante che emerge dalla lettura dei dati dell’Osservatorio sulle partite IVA del MEF è relativo al numero di nuove imprese avviate da persone nate all’estero. Nel 2020 la quota delle imprese guidate da persone straniere è stata il 17% del totale.

Crollano le nuove attività nei settori più colpiti dalla crisi sanitaria

Sebbene il dato delle chiusure avvenute nel 2020 sia positivo rispetto a quello relativo al 2019, ci sono comunque importanti segnali che dimostrano in che modo la crisi sanitaria si sta riflettendo sul tessuto economico e imprenditoriale.

Le partite IVA chiuse nel 2020 sono state complessivamente 320.435, quasi il 25% in meno rispetto al numero di attività che erano state cessate nel 2019. Questo dato va letto in combinazione con quello che mostra quali sono i settori in cui c’è stata la più forte contrazione nelle nuove aperture.

Nel settore degli alloggi e della ristorazione è stato aperto il 34% di partite IVA in meno nel 2020 rispetto al 2019. Il dato è simile per le nuove aperture nel settore dello sport e dell’intrattenimento. È del 24%, invece, il calo di nuove aperture registrato nel settore manifatturiero.

A livello regionale, è nelle Marche che si è registrato il maggior calo nelle nuove aperture (-19% rispetto al 2019), mentre il Veneto è la regione che ha retto meglio, con una diminuzione del numero di nuove partite IVA che si è fermata al 5,3%.