Occupazione nelle PMI e nell’artigianato: dati in crescita

Redazione MondoPMI
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occupazione nelle PMI

Il mese di ottobre si chiude con dati positivi sull’ occupazione nelle PMI, micro imprese e nel settore dell’artigianato: il 2017 ha fatto registrare una crescita del 3,8% rispetto all’anno precedente e dello 0,6% in più rispetto allo scorso settembre.

La fotografia fornita dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro Cna, curato dal centro di studi della confederazione che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione su un campione di più di 20.500 imprese associate sembra avere contorni rosei: nel periodo di analisi, che va da dicembre 2014 ad ottobre 2017 il tasso di occupazione delle micro e piccole imprese e dell’artigianato è cresciuto complessivamente del 9,9% con un aumento delle assunzioni in un anno del 28,7%.

Importante è anche dare uno sguardo ai dati sui tipi di contratto applicati ai nuovi assunti; ad essere cresciuto, in particolare il lavoro a termine con un 43,1% di contratti a tempo determinato. Significativo anche l’incremento dei contratti di apprendistato -che ha fatto registrare un + 23,9% rispetto al periodo precedente- e del lavoro intermittente che si assesta ad un + 68% in seguito all’abolizione dei voucher.

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Su alcuni fattori specifici, poi, il quadro risulta particolarmente incoraggiante: buona parte della crescita dell’occupazione nelle PMI riguarda l’ occupazione femminile. Le quote rosa registrano una crescita del 4.9% in più rispetto allo scorso ottobre e del 115% se si parla di lavoro intermittente.
Tra gli uomini la crescita dell’occupazione appare più equilibrata. I lavoratori con contratto a tempo determinato e intermittente sono cresciuti del 40,9% e del 44,7% mentre i giovani apprendisti sono aumentati del 23.5% rispetto allo scorso anno.

Dal quadro offerto dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro Cna emerge chiaramente che l’aumento dell’ occupazione nelle PMI è dovuto soprattutto ai contratti a tempo determinato: il numero di assunti dal 2014 al 2017 è cresciuto ben del 280%.
D’altro canto si è assistito ad un ridimensionamento del 16,5% dei contratti a tempo indeterminato: nel 2017, pur rappresentano la tipologia contrattuale più diffusa, risulta applicato al 68,5% dei lavoratori contro l’85% del 2014.

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Image credit: shutterstock