PA: ancora lunghi i tempi di pagamento alle imprese

La media è la più alta d'Europa, in Germania bastano 15 giorni.

Redazione MondoPMI
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Il ritardo o il mancato pagamento dei debiti da parte della Pubblica Amministrazione continua a penalizzare le aziende italiane. È la CGIA di Mestre che sottolinea la gravità del problema prendendo spunto dalle ultime stime Istat che mostrano come questa mancanza da parte delle istituzioni costi alle imprese circa 65 miliardi di Euro, 34 dei quali a causa dei ritardi di pagamento e gli altri 31 legati ai tempi di pagamento contrattuali che secondo le Direttiva europea non possono superare i 30/60 giorni dall’emissione della fattura.

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I tempi medi di pagamento registrati quest’anno arrivano a 131 giorni mettendoci all’ultimo posto della graduatoria dei 27 paesi UE – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – un arco temporale più che raddoppiato rispetto al limite fissato da Bruxelles. A conferma del momento di difficoltà che la Pubblica Amministrazione sta attraversando sul versante dei pagamenti alle imprese vale la pena ricordare come la Commissione UE non abbia ancora “ritirato” la procedura d’infrazione avviata nel 2014 nei confronti dell’Italia per non aver applicato correttamente le direttive UE.

Nonostante negli ultimi anni i vari esecutivi che si sono alternati alla guida del Paese siano intervenuti per ridurre il gap con gli altri membri dell’Unione, il problema rimane ancora attuale. La media europea si attesta attualmente sui 45 giorni ma è importante segnalare come nel Regno Unito i fornitori vengano saldati dopo 30 giorni e in Germania addirittura dopo 15.

L’anticipo dei crediti sostiene le aziende

CGIA sottolinea come oltre alla Pubblica Amministrazione anche nei rapporti tra privati le cose non vadano molto meglio: secondo un’indagine condotta a livello europeo da Intrum Justitia in questo 2016 le imprese saldano i propri subfornitori mediamente dopo 80 giorni, ultimi a livello europeo, dove le solite Regno Unito (29 giorni) e Germania (15 giorni) continuano ad essere i Paesi più virtuosi.

I ritardi dei pagamenti hanno ancora più accentuato nel periodo di crisi le difficoltà delle imprese che per colmare questa mancanza di liquidità ricorrono a finanziamenti alternativi come il factoring che anche quest’anno si conferma come uno degli strumenti a cui le PMI fanno riferimento per ottenere le risorse necessarie per continuare a crescere e vincere in competitività nei mercati internazionali.

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