Patrimonio delle imprese, 21 miliardi in più nel 2014

Per il rilancio nei mercati, le aziende puntano sul provate equity.

Redazione MondoPMI
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Il patrimonio delle imprese secondo i bilanci dell’anno 2014 cresce di circa 21 miliardi di Euro rispetto all’anno precedente portando il totale a quota 489 miliardi.

Questa la sintesi della fotografia scattata da K Finance, partner equity markets di Borsa Italiana, che ha analizzato i bilanci di più di 31mila imprese con un fatturato superiore ai 5 milioni di Euro. Anche se riuscire a recuperare il gap con le imprese degli altri stati europei sembra ancora distante, la strada intrapresa sembra quella giusta.

La crescita prosegue dopo che già nel 2013 si era accentuato il ricorso all’equity da parte delle aziende italiane, i risultati 2014 quindi, rafforzano la crescita dei 12 miliardi di Euro già registrata alla fine dell’anno precedente. L’effetto del credit crunch ha sortito una reazione da parte delle imprese, che hanno intrapreso il percorso verso l’uscita della crisi con grande forza, riuscendo a comprendere che la via giusta era quella di rafforzare le proprie capacità patrimoniali per cercare il rilancio su tutti i mercati.

Del campione esaminato nel report ben il 72,4% delle aziende ha visto aumentare l’equity, mentre per quasi 9mila lo stesso parametro è diminuito, con il settore automobilistico (+54,8%), quello del turismo (+13%) e il comparto della salute (+8,1%) che hanno fatto registrare i risultati migliori. Ma è il commercio che ha dato i segnali più sorprendenti nel 2014: con un patrimonio netto del settore in aumento del 7,6%, si è realizzato ciò che la crescita dei consumi faceva sperare. I settori che ancora stentano da questo punto di vista sono quelli delle Telecomunicazioni (-0,4%), del Petrolio (-0,5%), dei Media (-0,9%) e Utilities (-3,1%).

Le note meno positive vengono dalle imprese di dimensione più contenuta: anche se anche in questo segmento economico le cose sembrano migliorare, il ritmo è leggermente inferiore rispetto alle sorelle più grandi. Gli strumenti per una ripresa efficace anche delle PMI c’è, e le imprese lo hanno capito: si è ricominciato a guardare con interesse al mercato, basti pensare che nell’anno 2014 su 26 entrate in Borsa, ben 21 sono passate per Aim Italia, il segmento dedicato alle piccole medie imprese. “È l’esigenza di finanziare la crescita” spiega Barbara Lunghi, responsabile PMI di Borsa Italiana, che spinge le realtà più piccole a cercare nuovi capitali nel mercato. Un trend che è proseguito anche nel 2015 con il record di ammissioni in Borsa, di cui ben 18 su 32 provenienti da Aim Italia che hanno portato la raccolta su entrambi i mercati a 5,7 miliardi.

Anche il private equity del segmento “expansion” sembra un ottimo strumento di finanziamento: aprire le porte delle società ad un socio di minoranza ha portato nuove risorse per 266 milioni. Nell’attesa che anche gli investitori internazionali tornino a investire nelle imprese del nostro Paese, piccoli segnali di fine della crisi si cominciamo ad intravedere all’orizzonte.

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Image Credit: Shutterstock