Patto Mise-Unioncamere: più imprese italiane all’estero

Si punta all’internazionalizzazione

Redazione MondoPMI
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Avere più imprese italiane all’estero. È questo lo scopo dell’accordo tra Mise e Unioncamere. Il protocollo d’intesa che si pone inoltre come ulteriore obiettivo quello di rafforzare le quote di mercato delle attività che esportano solo occasionalmente. Con l’atto di governance siglato si punta alla riorganizzazione del sistema pubblico a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Secondo gli ultimi rapporti stilati dall’ICE è stato delineato l’andamento dell’export italiano ed è stato osservato che, seppur lentamente, il numero delle aziende attive sul mercato estero ha subito un aumento.

Il protocollo concretizza ciò che è stato deciso e riportato nel decreto di riforma della Camera di Commercio. Quello che prevede, in accordo con l’ICE, è far sì che il sistema camerale concentri le proprie attività per formare le PMI in modo che possano aprirsi al mercato con l’estero. Si tratta nello specifico di una forma di assistenza alle imprese in modo coordinato e organico a partire dal territorio d’origine fino al mercato oltre-confine.

Il protocollo fa di per sé parte di un disegno strategico avviato già nel 2014 e realizzato sempre per l’internazionalizzazione delle imprese della penisola italiana. Un piano che ha portato a buoni risultati sia per la costante crescita, a livello di esportazioni, registrata negli ultimi anni, sia per l’incremento degli investimenti esteri in Italia. È proprio l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE) ad aver giocato un ruolo chiave nella buona riuscita. La cifra totale delle esportazioni in milioni di euro ha registrato:

  • Per il 2012: 390.182milioni di euro.
  • Per il 2014: 398.870milioni di euro.
  • Per il 2016: 417.077milioni di euro.

Il 2017 ha segnato per il primo semestre 223.303milioni di euro, confermando per ora il trend positivo.
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Secondo il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, nel prossimo triennio saranno più di 10mia le PMI coinvolte nel mercato delle esportazioni. Ciò proprio grazie al sostegno di Mise, Unioncamere e, più da vicino, dell’ICE. Possibilità che darebbe all’Italia la capacità di segnare diversi punti percentuali rispetto ad altri stati.

Quali sono i principali prodotti esportati utili per far aumentare il numero di imprese italiane all’estero?

In base ai dati ISTAT raccolti, i primi sei mesi del 2017 hanno segnato le seguenti percentuali:

  • Autoveicoli con un +5,5% rispetto al primo semestre del 2016.
  • Macchine di impiego generale con un +5.5%.
  • Macchine per il sollevamento, per ufficio, per la refrigerazione, e bruciatori con +5,4%.
  • Medicinali con un +4,8%.
  • Macchine impieghi speciali (metallurgia, cantiere, industria alimentare, tessile, plastica ecc.) con +4,5%.
  • Articoli di abbigliamento con un +3,6%.

Moltissimi sono i prodotti esportati all’estero, e molti i settori che nell’ultimo anno hanno registrato una crescita dell’export. Non solo quelli che identificano da sempre l’Italia, come sono il settore alimentare o della moda ma anche quelli di settori solitamente non caratterizzanti come quello del mobile. (Settore di cui abbiamo già parlato qui).

 

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Image credit: shutterstock