PIL italiano in crescita di quasi il 6%

Redazione MondoPMI
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Le previsioni sono tutte concordi nello stimare una crescita sostenuta del PIL che si protrarrà anche nel 2022.

Banca Ifis

Le previsioni sulla crescita del PIL italiano nel 2021 

Le previsioni condotte dal Fondo Monetario Internazionale, dal Centro Studi di Confindustria, dal Governo italiano e dall’OCSE sono tutte concordi nello stimare un rialzo del PIL 2021 compreso tra il 5,8% e il 6,1%. Anche per il 2022 le previsioni sono positive, con una previsione di crescita che oscilla tra il 4,1% e il 4,2%. 

Le ultime previsioni sono in rialzo rispetto a quelle elaborate in primavera e in estate. Alla luce di questi nuovi dati, ci si aspetta che il PIL italiano torni ai livelli pre-pandemia entro metà del 2022. L’effettivo recupero del PIL dipenderà non solo dall’andamento futuro della pandemia, ma anche dalla situazione economica globale. 

Secondo il rapporto di previsione “Quale economia italiana dall’uscita della crisi?” elaborato dal Centro Studi di Confindustria, tra i fattori di rischio che possono peggiorare le performance del PIL italiano vanno considerati la carenza di alcune materie prime sul mercato internazionale, la tendenza al rialzo dell’inflazione e dei tassi di interesse e il modo in cui saranno gestite le risorse del PNRR. 

Nonostante sia sostenuta e superiore rispetto alle previsioni iniziali, la crescita del PIL italiano nel 2021 e nel 2022 sarà inferiore rispetto a quella media dei Paesi della zona euro. Secondo l’OCSE il PIL nell’euro zona crescerà quest’anno del 5,3% e del 4,6% il prossimo anno. Sono leggermente inferiori invece le previsioni fatte dal FMI, che prevede per il 2021 un PIL nell’area euro al +5%. 

Tasso di disoccupazione, consumi e investimenti in crescita

Il rapporto del Centro Studi di Confindustria si è concentrato anche su altre dimensioni del sistema economico italiano. Rilevano, in particolare, le previsioni sull’andamento della disoccupazione, dei consumi e degli investimenti privati e del debito pubblico.

Ci si aspetta che il tasso di disoccupazione cresca sia quest’anno che nel prossimo anno, passando dal 9,3% del 2020 all’11,6% del 2022 (previsioni del FMI). A contribuire alla crescita del numero dei disoccupati, secondo Confindustria, sono contemporaneamente la riduzione dei posti di lavoro e l’aumento del numero di persone che sono alla ricerca attiva di un’occupazione. Bisogna poi tener conto che il dato riferito al 2020 riflette la forte riduzione del numero di persone che hanno cercato attivamente un lavoro durante il lockdown nazionale. 

Per i consumi privati è prevista una crescita del 4,3% nel 2021 e del 3,5% nel 2022. Nonostante la ripresa dei consumi, soprattutto nel settore dei servizi, il livello è ancora lontano da quello del periodo pre-pandemia. 

Le previsioni del Centro Studi di Confindustria vedono negli investimenti il vero motore della ripresa economica. La crescita degli investimenti è attualmente influenzata dalla presenza di incentivi e di bonus che stanno trainando la ripresa nel settore delle costruzioni. L’alto livello di fiducia delle imprese e l’aumento dell’attività industriale potrebbero tradursi in un aumento degli investimenti in impianti, macchinari e mezzi di trasporto. A pesare sulle scelte di investimento delle imprese sono le incertezze legate ai prezzi e alla disponibilità delle materie prime. 

Una buona notizia arriva invece dal fronte del debito pubblico. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale quest’anno il debito si attesterà al 154,8% del PIL, in riduzione di un punto percentuale rispetto allo scorso anno. La riduzione proseguirà anche nei prossimi anni, fino a scendere al 146,5% del PIL nel 2026.