PMI del sud: il 2016 in ripartenza

Il rapporto di Cerved e Confindustria lancia segnali positivi.

Redazione MondoPMI
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Le PMI del Sud dopo anni di fatiche e un lungo e travagliato percorso di rinnovamento strutturale stanno lentamente ripartendo anche se le difficoltà restano. Questo è il sunto della periodico report curato da Cerved e Confindustria “Rapporto PMI Mezzogiorno 2016” che analizza lo stato della piccola imprenditoria delle regioni del Sud.

Secondo le previsioni, il 2016 sarà l’anno in cui le PMI vedranno crescere il proprio fatturato del +2,8% e il valore aggiunto del +4,1%. I miglioramenti influenzeranno tutta la sfera economica compresi i margini operativi (+6,7%) e la redditività del capitale investito (+0,8% rispetto al 2013).

La fase peggiore della crisi economica sembra quindi aver allentato la presa, come già mostrato nello stesso rapporto del 2015. La caratteristica peculiare del tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno resta la frammentazione: circa il 90% delle aziende su un totale di 1 milione 600 mila imprese attive, non supera i 9 addetti. Prevale la piccolissima dimensione e sono solo 25 mila le società di capitali che possiedono i requisiti europei di PMI, con una forza lavoro tra i 10 e i 250 dipendenti e un fatturato compresi tra i 2 e i 50 milioni di Euro.

Migliora la competitività delle imprese rimaste dopo l’ondata di recessione degli ultimi anni, e le nuove nate (più di 30mila) sono soprattutto società di capitali, delle quali 1200 delle quali iscritte al Registro delle startup innovative.

Sono diminuite nell’ultimo anno le istanze di fallimento, accentuando l’inversione di tendenza già registrata nel 2014 e 2015 (-23%). Ogni regione, ad ogni modo, differisce dalle altre: Puglia e Campania trainano tutta la zona mentre continuano a faticare Calabria, Sardegna e Sicilia anche se in ripresa. In queste zone la difficoltà di accedere al credito e i ritardi nei pagamenti continuano ad essere una pesante zavorra per la definitiva ripresa economica.

Anche le cosiddette “gazzelle”, le imprese che mediamente hanno raddoppiato il loro fatturato dal 2007, continueranno il loro percorso di crescita economica anche se in equilibrio instabile vista la loro continua vulnerabilità finanziaria, dovuta alla ancor troppo elevata dipendenza dalle banche per ottenere liquidità.

Per irrobustire la crescita del tessuto imprenditoriale viene sottolineata nel report la necessità di migliorare il profilo di rischio e la presenza sui mercati internazionali. L’avvio dell’operatività del credito d’imposta e l’apertura dei bandi dei fondi struttuali 2014-2020 in questo senso, puntando alla crescita nel territorio, sono un occasione concreta da sfruttare per la ripresa economica al Sud come nel Paese intero.

Image Credit: shutterstock