PMI e sostenibilità: a che punto siamo in Italia?

Redazione MondoPMI
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Oltre l’80% delle PMI ritiene la sostenibilità un’importante leva strategica e di investimento.

Banca Ifis

La sostenibilità come chiave di sviluppo per la maggior parte delle PMI italiane

Tra giugno e agosto 2020 è stata condotta un’approfondita ricerca sul rapporto tra PMI italiane e sostenibilità. L’analisi è stata fatta dal Forum per la finanza sostenibile in collaborazione con BVA Doxa. Nel campione sono state inserite 477 imprese operanti in vari settori economici.

Dall’analisi è emerso che un crescente numero di imprese tiene in considerazione i temi ambientali, sociali e di governance (ESG) quando si trova a dover prendere decisioni strategiche e di investimento. Oltre l’80% del totale delle imprese intervistate ritiene la sostenibilità un aspetto importante che guida il processo decisionale.

Più del 30% ritiene inoltre la sostenibilità una risorsa fondamentale per uscire in tempi più brevi dalla crisi e oltre la metà delle PMI ha deciso di inserire aspetti legati ai temi ESG nella strategia d’impresa.

Quali sono i benefici della sostenibilità e cosa frena l’adozione di politiche sostenibili?

La ricerca su PMI italiane e sostenibilità ha cercato anche di comprendere quali sono i maggiori benefici ottenuti dalle imprese che hanno abbracciato la sostenibilità nelle sue varie declinazioni e quali sono invece i maggiori ostacoli che frenano l’adozione di comportamenti sostenibili.

Circa tre imprese su quattro sostengono che il beneficio più evidente dell’adozione di comportamenti sostenibili è legato al marketing e alle strategie di prodotto. Poco più della metà ritiene inoltre che la sostenibilità migliora la reputazione e l’attrattività dell’azienda, sia nei confronti della clientela sia nei confronti di fornitori e collaboratori.

Quanto alle difficoltà, la metà delle aziende segnala che i costi da sostenere e gli aspetti burocratici hanno frenato l’adozione di pratiche più sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale o strategico. Altre imprese hanno invece segnalato come aspetto negativo la mancata maturità del mercato.

Tra le politiche aziendali più diffuse, ai primi posti ci sono la riduzione dei rifiuti, la digitalizzazione dei processi interni, gli investimenti in formazione professionale e la coltivazione di relazioni produttive con il territorio.

PMI e finanza sostenibile

Un altro capitolo importante della ricerca si è concentrato sul tema della finanza sostenibile. Per oltre l’80% delle PMI, gli istituti finanziari dovrebbero adottare dei parametri che tengono conto della sostenibilità aziendale nella valutazione del merito creditizio.

Il 30% delle imprese ritiene inoltre che i progetti che hanno un impatto positivo in termini di sostenibilità dovrebbero beneficiare di condizioni di finanziamento più favorevoli.

Nonostante la predisposizione delle aziende a considerare gli investimenti in finanza sostenibile, meno del 30% delle PMI che fanno parte del campione considerato per la ricerca ha dichiarato di aver ricevuto proposte in tal senso.

Per incentivare investimenti in finanza sostenibile le imprese auspicano una maggiore conoscenza delle alternative a disposizione e delle varie possibilità di investimento, in modo da essere in condizione di poter fare scelte più consapevoli

Cosa influenza l’adozione di strategie sostenibili?

L’analisi ha inoltre evidenziato una diversa sensibilità verso il tema della sostenibilità a seconda del settore di appartenenza. Tra le imprese più attente ci sono quelle agricole, mentre quelle edili sono in fondo alla classifica.

Più in generale, il rapporto tra piccole e medie imprese e sostenibilità è influenzato da numerosi fattori. Oltre al settore di appartenenza, rilevano anche la struttura organizzativa e le dimensioni dell’impresa (le imprese più grandi tendenzialmente sono più sensibili). Anche la storia e la cultura aziendali e l’attitudine del top management possono incidere notevolmente sulle decisioni aziendali e sulle politiche messe in campo.