PMI “eccellenti” grazie ad investimenti e innovazione

L'indagine del MISE traccia le caratteristiche comuni delle aziende che meglio hanno superato la crisi economica.

Redazione MondoPMI
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L’imprenditoria d’eccellenza italiana punta verso l’estero e sull’innovazione tecnologica senza approfittare delle agevolazioni dello Stato su sviluppo, ricerca e innovazione.

Sono questi temi principali estratti dall’indagine effettuata dal Ministero dello Sviluppo Economico su un campione di 1000 PMI definite “eccellenti”. Per rientrare in questa categoria le imprese dovevano rispondere ad almeno a 2 di questi 3 requisiti:

  • Aver realizzato nel triennio 2012-2014 investimenti in Ricerca & Sviluppo
  • Avere in organico almeno tre manager/quadri
  • Aver effettuato nel 2014 o nel 2015 investimenti innovativi

L’analisi è stata effettuata a maggio di quest’anno, un momento in cui la congiuntura economica negativa sembrava aver mollato la presa, potendo analizzare quali aziende avessero subito meno ripercussioni durante il periodo di crisi.

Sono state prese in considerazione, quindi, le aziende che meglio hanno superato il momento, per tracciarne le caratteristiche comuni. Tra queste, per il 2015 l’89% si aspetta di eguagliare o migliorare il fatturato 2014 e il oltre il 92% di mantenere o aumentare il personale attuale. Il 26% non ha subito contraccolpi economici durante il periodo di crisi il 14% ne è già uscito prima del 2015 e il 44% prevede di uscirne entro il 2017.

Centrale il ruolo degli investimenti di queste aziende: più dell’80% delle aziende ha realizzato investimenti tra il 2014 e il 2015 e il 95% ha sostenuto o sosterrà investimenti innovativi.

La maggior parte delle PMI (65,5%) si è autofinanziata e altri indebitamenti con le banche; molte imprese hanno dichiarato di conoscere le misure che le amministrazioni in questi anni hanno messo a disposizione degli imprenditori ma solo l’11% ne ha effettivamente fatto ricorso. Altro importante filone dell’indagine è quello legato all’export: per le PMI eccellenti in media circa più di un terzo del fatturato viene dai mercati esteri.

Per quanto riguarda la digitalizzazione, esistono ancora delle difficoltà nelle aziende, il 100% ha un sito web e il 92% ha già adottato la firma digitale, mentre solo il 35% ha un sistema software gestionale e il 14% ha un sito eCommerce per vendere online.

Il ministero, concludendo l’analisi, indica come possibili soluzioni per migliorare la situazione generale, un rafforzamento degli strumenti in grado di creare una rete di connessioni tra aziende, università ed istituzioni. Altro problema riscontrato, che dovrà essere affrontato a breve, l’alta età media degli imprenditori, appare così necessario affrontare l’annoso problema del ricambio generazionale.

Il report completo a questo link:

Image Credit: Shutterstock