PMI e economia circolare al G7 Ambiente di Bologna

L'economia circolare potrebbe portare alla quinta rivoluzione industriale, ma solamente a seguito di un sostanziale cambiamento nei modelli di business delle imprese.

Redazione MondoPMI
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G7 ambientebologna

Sostenibilità ed economia circolare sono stati i temi principali discussi durante il G7 Ambiente di Bologna. L’evento, durato una settimana, ha dato spazio nelle discussioni anche startup innovative e piccole e medie imprese, che generalmente non trovano posto in questo tipo di incontri perché superati da questioni riguardanti governi e grandi imprese.

Durante l’evento sono stati discussi nuovi modelli di produzione sostenibile, i quali prevedono una razionalizzazione dell’uso delle risorse, in particolar modo di acqua, combustibili fossili, terra e aria. Questi modelli possono essere ricondotti alla simbiosi industriale, alla chimica verde, al design industriale, all’utilizzo di energie rinnovabili e big data.

Un altro punto centrale trattato durante il G7 ambiente è stato quello dell’economia circolare: lo sviluppo di questo modello economico potrebbe portare alla quinta rivoluzione industriale, solamente a patto che ci sia un sostanziale cambiamento nei modelli di business delle imprese. Cambiare in questo senso il modello di business per le imprese comporterebbe:

  • ridefinire la propria proposta di valore;
  • cambiare l’approccio al mercato;
  • cambiare il modo di utilizzo delle risorse e materie prime;
  • cambiare il modo di valutazione delle performance, in quanto in un contesto di economia circolare dovranno essere tenuto in considerazione l’intero ciclo di vita del prodotto, comprensivo di riutilizzo e smaltimento.

In merito all’adozione di un modello di economia circolare, alcune grandi imprese hanno già avviato programmi in tale direzione, mentre salvo alcuni casi sporadici le piccole e medie imprese sono ancora lontane dall’implementazione.

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G7 ambiente, Economia circolare e PMI

Anche da quanto emerso nel G7 Ambiente, pare che le PMI per adattarsi ai nuovi paradigmi di economia circolare, rischino di essere costrette ad adottare nuovi modelli di business; quelli disponibili, però, sono stati studiati per realtà di maggiori dimensioni, e quindi potrebbero non risultare adeguati al contesto e alle loro esigenze. Per superare questo scoglio, sarà necessario abbattere le molteplici barriere, che vanno dall’assenza di un coinvolgimento di istituzioni e imprese nell’argomento, alla mancanza di una armonizzazione normativa a livello non solo comunitario ma anche nazionale e regionale. In merito a quest’ultimo punto basti pensare alle diverse normative sulla sostenibilità e su rifiuti e riciclaggio di cui devono tenere conto le imprese.

Le PMI hanno comunque dimostrato interesse verso queste tematiche, come sottolineato da una ricerca di Eurobarometro, secondo la quale il 67% delle piccole e medie imprese europee negli ultimi tre anni hanno intrapreso iniziative legate alla sostenibilità e al riciclo.

Per riuscire nell’intento di implementare un sistema di economia circolare, le PMI dovrebbero essere affiancate sia dalle istituzioni che dagli istituti di ricerca, per permettere alle imprese di superare gli ostacoli burocratici e di accedere all’innovazione.

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Image credit: shutterstock