Presenza femminile in azienda: la strada è ancora lunga

Solo il 22% delle imprese analizzate ha almeno una donna in un ruolo dirigenziale.

Redazione MondoPMI
0
0
Presenza femminile in azienda

I dati sull’imprenditoria femminile non risultano molto incoraggianti, ad evidenziarlo uno studio di Banca Ifis in partnership con Format Research e Il Sole 24 Ore. L’istituto veneziano, osservatore ormai accreditato del tessuto imprenditoriale italiano ha, infatti, scelto di dedicare un focus alla presenza femminile nelle aziende italiane ed ecco cosa ne è emerso.

 

Le PMI “rosa”: solo una su sei

Nei dieci settori produttivi rappresentativi del Made in Italy solo il 16% delle piccole e medie imprese analizzate ha al vertice una donna, va un po’ meglio nelle micro imprese tra i 20 e i 49 addetti dove il dato sale al 21%. Tra queste imprenditrici una su tre è anche la fondatrice dell’azienda.

Nel caso invece si osservi l’occupazione media delle donne nelle PMI la situazione è variegata: l’operaio è in larga parte uomo, le donne sono il 22% del totale, mentre le funzioni impiegatizie sono equamente distribuite, tra i quadri la rappresentanza femminile è solo il 14%.

 

Se e quando il capo è donna?

Solo il 22% delle imprese analizzate ha almeno una donna in un ruolo dirigenziale, la percentuale sale nelle aziende a guida femminile dove le dirigenti arrivano al 59%, mentre restano ferme al 12% nelle realtà a guida maschile. Un dato che fa riflettere, se, infatti, le donne ai vertici sembrano delle mosche bianche, lì dove sono presenti sono in grado di contribuire alla presenza femminile sia in posizioni apicali che, in generale, in tutte le professionalità dell’azienda.

Anche osservando l’asse temporale 2015-2020 si nota una certa staticità nella presenza di quote rosa nel top management, solo nell’11% delle imprese vi è stato un incremento delle dirigenti donne, il dato sale al 22% se si considerano le aziende sopra i 50 addetti. Guardando al prossimo biennio le prospettive non rovesciano la tendenza, appena il 6% delle aziende prevede di assumere donne a livello apicale, il 13% nel caso delle medie imprese.

 

Banca Ifis

 

La promozione della gender equality nelle PMI

Le iniziative per promuovere l’equità di genere non sembrano trovare terreno fertile nelle piccole e medie imprese italiane, solo il 15% sembra orientarsi in questo senso e la soluzione prediletta è quella del mentoring riscontrabile in due imprese su tre.

Sembra, invece, in crescita l’attenzione al work-life balance, ad aiutare i dipendenti a conciliare vita privata e professionale sono circa il 68% delle imprese, un dato che raggiunge il 76% nel Nord-Est. Lo strumento prediletto in questo senso è principalmente l’organizzazione dell’orario flessibile, seguito dalla maternità integrativa e dall’impiego dello smart working (già antecedente all’emergenza sanitaria).