Prime Company: aziende Nord-Est più affidabili

Al primo posto Trentino Alto-Adige, seguono Veneto ed Emilia Romagna.

Redazione MondoPMI
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Cribis, società del gruppo Crif, specializzata nella business information, ha effettuato uno studio sull’affidabilità economico-commerciale delle aziende italiane. La classifica finale, stilata su base regionale, ha determinato le c.d “Prime Company” sulla base delle seguenti variabili:

  • dimensione e anzianità dell’azienda;
  • area geografica di appartenenza;
  • indici di bilancio;
  • esperienze di pagamento;
  • informazioni anagrafiche e forma giuridica.

I RISULTATI

Dalla classifica presentata da Cribis, emerge come si trovino principalmente nel Nord-Est le Prime Company ovvero le aziende che hanno meno probabilità di generare insoluti durante l’anno. Solamente poco più di 350 mila aziende hanno ottenuto questo titolo, un numero basso pari circa al 7,6% del totale presente in Italia. Il Nord-Est presenta il maggior numero di aziende affidabili, con circa 1 azienda su 8 riconosciuta come Prime Company. Per quanto riguarda le altre aree possiamo riscontrare le seguenti percentuali:

  • 10,3% al Nord-Ovest;
  • 6,6% al centro;
  • 3,3% al Sud e nelle isole.

Il Mezzogiorno rappresenta l’area con la maggiore probabilità di incontrare aziende a rischio insoluto, soprattutto nel settore del commercio e dell’edilizia.

Più analiticamente, la regione che si colloca al primo posto per affidabilità è il Trentino Alto-Adige con il 14,83% delle aziende. A guidare questo risultato è la città di Trento dove un’azienda su cinque ha ottenuto da Cribis l’attestato. A seguire troviamo la regione Veneto con l’11,73% e l’Emilia Romagna con l’11,61%. Sui gradini più bassi troviamo le regioni Calabria (2,90%) e Campania (2,35%) il cui risultato è determinato principalmente dalle città di Caserta, Napoli e Reggio Calabria.

Il Cribis sottolinea come questi risultati debbano essere migliorati e, per farlo, è necessario che le società si dotino di procedure e metodologie volte a migliorare la gestione del credito e della propria disponibilità liquida, ma allo stesso tempo siano in grado di intercettare le nuove opportunità offerte dal mercato.

Marco Preti, amministratore delegato di Cribis ha così commentato tale risultato: “Rispetto agli anni pre-crisi la percentuale dei best partner commerciali è ancora bassa e rimane molto da fare come, per esempio, investire nella gestione del credito commerciale per individuare quei clienti e partner su cui investire di più. Si scorgono finalmente alcuni spiragli di ripresa tra le imprese e il trend registrato nel 2016 lascia ben sperare, confermando quanto visto in precedenza dall’analisi delle abitudini di pagamento. Negli ultimi anni, infatti, si stanno verificando una riduzione dei ritardi gravi e un aumento della puntualità”.

 

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Image credit: shutterstock