Produzione industriale: prezzi in crescita dello 0,5%

I dati sono buoni, ma i valori 2015 sono ancora distanti.

Redazione MondoPMI
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Sono stati diffusi dall’Istat i dati relativi all’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali italiani e i numeri parlano di un mese di maggio in crescita dello 0,5% rispetto ad aprile, ma comunque in calo del 3,7% rispetto allo stesso mese del 2015.

Nel dettaglio, i prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno sono in crescita dello 0,7% rispetto al mese di aprile, ma sono in calo del 4,2% su base tendenziale. A livello settoriale, i tassi di crescita tendenziale più elevati sono quelli relativi alla fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi, con un aumento dell’1,5%, mentre il settore che fa segnare i dati negativi più rilevanti, sempre su base tendenziale, è quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, in calo addirittura del 15,7%.

Bene la farmaceutica e l’elettronica

Anche i prezzi sul mercato estero fanno segnare dati positivi, con timidi aumenti dello 0,3% nei Paesi dell’area euro e dello 0,2% per quelli non euro. In termini tendenziali, invece, si registra un calo dell’1,9% medio, con valori in calo del -2,0% per l’area euro e del -1,8% per quella non euro. Su questo mercato, i maggiori incrementi tendenziali nell’area euro sono quelli relativi alla produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici, con una crescita del 2,7%, mentre per l’area non euro a far segnare i dati migliori è il settore della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi, con un +1,6%. Anche sul mercato estero, infine, a far registrare il calo tendenziale più marcato è quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, con una diminuzione del 24% su base annua.

A condizionare maggiormente i prezzi a livello tendenziale, per quanto riguarda il mercato interno, è il calo del comparto energetico, i cui prezzi sono scesi del 3,7%. Sul mercato estero, invece, i dati negativi che incidono maggiormente sul calcolo sono quelli relativi ai beni intermedi, in calo di 1,2 punti percentuali nell’area euro e di 1,1 su quella non euro.

Image Credit: shutterstock