Protesti: vistoso calo nel 2015

-25% di scoperti rispetto al 2014: diffidenza o uscita dalla crisi?

Redazione MondoPMI
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Scende a 1,3 Miliardi di Euro il totale dei protesti nel paese, lo dice il rapporto UnionCamere e InfoCamere sulla base dei dati delle Camere di Commercio per l’anno 2015.

In calo del 25% rispetto all’anno 2014, quando sfiorò quota 1,8 Miliardi di Euro ed esattamente la metà rispetto al 2013 quando il valore totale dei “buchi” ammontava a 2,6 Miliardi. Nello specifico gli assegni scoperti sono diminuiti del 21% mentre le cambiali del 18%. Il 56% (oltre 733 milioni di Euro) riguarda le società, mentre nel rimanente 44% dei casi (circa 579 milioni) a non pagare sono stati i cittadini e gli imprenditori individuali.

Questo dato indica come i “pagherò” scoperti siano in frenata per la prudenza con cui in Italia si accettino impegni di pagamento, in un quadro di scambi generale ancora debole, che riflette l’andamento ancora incerto della nostra economia per effetto della crisi.

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Quest’anno per la prima volta è stata approfondita la scomposizione dei protesti, con da un lato i soggetti giuridici e dall’altro le persone fisiche e gli imprenditori individuali. Si è evidenziato come la componente legata all’imprenditoria sia predominante sul totale degli scoperti. In sette regioni su venti, infatti, questi superano il 60% del totale, riportando in calce la firma di un’impresa, con al primo posto della classifica il non invidiabile record dell’Abruzzo con ben il 66,1%. Per le statistiche, anche l’importo medio dei protesti triplica quando nella disputa è coinvolta un’impresa, (3.486 Euro contro 1.028 dell’importo riferito alle persone fisiche).

Le regioni meno virtuose sono perlopiù al Sud, con in testa la Calabria dove ogni 100 imprese registrate nella Regione sono in essere 18,1 azioni di protesto. A seguire troviamo Puglia (13,9) Campania (12,9) e Abruzzo (12,8), mentre dalla parte opposta della classifica troviamo le regioni del Nord con all’ultimo posto il Trentino – Alto Adige (1,9 protesti ogni 100 aziende) e risalendo Valle d’Aosta, Veneto, Friuli e Liguria.

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Image credit: shutterstock