Quanto costa aprire un ristorante?

Redazione MondoPMI
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Aprire un ristorante

Aprire un ristorante è semplice, ma farlo senza rischi è un’altra cosa.

Vediamo quali sono i pericoli nei quali si può incombere quando si decide di aprire un’attività di questo tipo, quali le difficoltà che si è chiamati ad affrontare e quali, invece, le soddisfazioni che si possono ottenere.

APRIRE UN RISTORANTE: LE PRATICHE BUROCRATICHE

Per poter avviare un’attività nel campo della ristorazione è necessario, innanzitutto, possedere una serie di requisiti indispensabili per somministrare cibi e bevande alla propria clientela:

  • un titolo di studio abilitante come, ad esempio, un diploma alberghiero
  • un piano HACCP, che rimpiazza il vecchio libretto sanitario e certifica l’idoneità del personale a manipolare gli alimenti in sicurezza
  • la SCIA (Segnalazione Certificata di Inzio Attività), un modulo di autocertificazione erogato dal Comune di appartenenza che ufficializza l’apertura del ristorante
Banca IFIS Impresa

 

Dopodiché, ci si deve assicurare che il locale nel quale si andrà ad esercitare l’attività possieda le caratteristiche necessarie per la destinazione d’uso e le autorizzazioni sanitarie richieste dalla normativa vigente, tra le quali l’Idoneità Sanitaria che certifica la salubrità e la sicurezza dell’ambiente.

QUANTO COSTA APRIRE UN RISTORANTE?

I costi fissi

Quando si decide di aprire un ristorante, si deve partire dalla costituzione di una nuova società, il cui costo è variabile a seconda alla forma societaria prescelta.

Una Srl, ad esempio, richiede un investimento minimo di 10 mila €, mentre una per una Srl semplificata è possibile versare anche un solo euro. Quest’ultima è la forma societaria più conveniente perché consente di risparmiare sul capitale inziale e sulle spese notarili, dal momento in cui l’atto di costituzione si svolge interamente online (per ulteriori informazioni vi rimandiamo al nostro articolo su quanto costa aprire una Srl semplificata).

L’apertura di una Srl tradizionale, al contrario, comporta una spesa anche per l’atto notarile, che ammonta a circa 1.500 €, alla quale si aggiungono:

  • 200 € di diritti camerali
  • 155 € di diritti di segreteria e imposta di bollo
  • 310 € di tasse di concessione governativa

I costi variabili

Esaurite le spese fisse legate all’apertura della nuova società, si devono poi affrontare i costi necessari per il suo avviamento, quelli indispensabili per rendere operativo e produttivo il ristorante.

Questi ultimi possono variare a seconda delle esigenze, delle aspettative e del budget disponibile, e comprendono le spese di ristrutturazione e arredamento, l’acquisto della cucina, degli elettrodomestici e degli attrezzi.

I costi annuali

Non bisogna dimenticare, poi, che un’attività commerciale prevede anche dei costi periodici, da sostenere anno per anno, come l’affitto del locale, nel caso in cui non sia di proprietà, il personale, le tasse, le materie prime e il marketing, on e off-line.

CONVIENE APRIRE UN RISTORANTE?

Ci sono attività commerciali che richiedono un investimento iniziale molto minore rispetto a quello necessario per aprire un ristorante (hai mai pensato di aprire un micro birrificio? Trovi tutte le informazioni qui). Gestire un esercizio di questo tipo è sicuramente dispendioso e faticoso, ma anche appassionante se affrontato con entusiasmo e interesse.

Intrattenere i clienti, promuovere la propria idea di cucina e trasformare un ristorante in un’esperienza sensoriale è una vocazione, ma richiede anche tanta competenza. Bisogna essere aperti al cambiamento, assorbire e rielaborare le idee provenienti dalle altre cucine, soprattutto le più prestigiose, ed essere disposti a studiare e formarsi costantemente.