Raffaele Zingone racconta la nuova brand identity di Banca Ifis

"Per me, per noi, l’ossessione sono i nostri clienti. Ed il digitale è ormai un prerequisito per dialogare e per “farsi usare” dai clienti"..

Redazione MondoPMI
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Rebranding Banca Ifis

Il 29 giugno scorso è stato presentato il nuovo volto di Banca Ifis: il risultato di un percorso di rebranding durato mesi, che ha coinvolto numerose figure professionali e che ha ristabilito le priorità, i valori e gli obiettivi dell’azienda. Integrità, trasparenza, eccellenza e competenza saranno d’ora in poi i fondamenti della comunicazione, delle azioni e dei processi messi in atto da Banca Ifis, mentre l’unico vero fine sarà il cliente e la sua soddisfazione. Ecco perché Banca Ifis, nel ripensarsi, si è immaginata digitale, per offrire servizi più agevoli e veloci ma soprattutto per garantire maggiore assistenza e vicinanza al cliente in tutti i momenti della giornata. Non è mancata, poi, un’attenzione particolare alle PMI, target con il quale da sempre la banca collabora: la nuova mission in quest’ambito è diventata quella di fornire un supporto costante e concreto, mettendo a punto nuovi servizi e prodotti tarati sulle esigenze degli imprenditori.

Per conoscere meglio la nuova brand identity di Banca Ifis, abbiamo intervistato Raffaele Zingone, responsabile della Direzione Centrale Affari di Banca Ifis e uno dei maggiori esponenti del Comitato incaricato del rebranding. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Banca Ifis

 

Il rebranding di Banca Ifis rappresenta un progetto che ha visto in prima linea molte delle vostre persone. Da cosa deriva la necessità di cambiare “pelle”?

 Non vorrei annoiare nessuno con le teorie sul cambiamento. Dobbiamo però essere coscienti del fatto che nel business avere un piano strategico è fondamentale. E prima di scrivere un piano strategico devi sapere qual è la tua identità e come questa si proietta nel futuro. Il brand rappresenta ciò che senti di voler diventare. E la nostra ossessione è quella di essere una banca sempre più digitale, dedicata ai propri clienti e che vuole bene e si prende cura delle proprie persone.

 

Mi descriveresti il nuovo brand con 3 aggettivi:

Brillante, Accogliente, Tecnologico

 

La comunicazione del rebranding si è focalizzata molto sul concetto di prossimità, di vicinanza agli imprenditori, anche in un momento complicato come questo. Come riuscite a supportare le imprese in questa fase? Come fate ad essere sempre più vicini ai clienti nonostante il distanziamento sociale?

Alle volte rifletto sul fatto che se questa crisi fosse capitata 10 anni fa sarebbe stato un disastro epocale. Se penso a quali erano le tecnologie presenti 10 anni fa e a come sarebbe stato difficile gestire clienti e, più in generale, il lavoro solo attraverso mail e telefono mi vengono i brividi. La comunicazione passa al 70% dal non verbale e le videocall hanno tenuto in piedi organizzazioni e attività. Questa è la tecnologia che piace a me. Quella che fa la differenza. Poi però rifletto anche sul fatto che negli scenari manca sempre un elemento fondamentale: la capacità dell’essere umano di reagire. Di più, la forza dei gruppi di persone focalizzati sulla risoluzione di un problema. Questo è l’elemento che ci porterà fuori da questa crisi, questa è la lezione che mi porto a casa da questa emergenza. E non perché l’ho letta e studiata ma perché l’ho vissuta.

 

La nuova identità di Banca Ifis è, senza dubbio, fortemente innovativa: cosa significa essere una Banca digitale oggi?

Per me il digitale non è un’ossessione. Lo dicevo prima, per me, per noi, l’ossessione sono i nostri clienti. Ed il digitale è ormai un prerequisito per dialogare e per “farsi usare” dai clienti. Come fossimo uno smartphone. Devi piacere, devi infondere sicurezza, devi essere confortevole, devi spingere i tuoi clienti a usarti 10 volte al giorno così come consultano internet, leggono i o fanno shopping online. Quella è l’esperienza a cui sono abituati e sappiamo che le persone vivono di abitudini. Una banca deve essere la piattaforma in cui una persona o un imprenditore si prendono cura dei propri interessi economici. Ma sappiamo che in entrambe le situazioni ci sono di mezzo le emozioni, le aspettative, i sogni e alle volte le preoccupazioni. Una banca innovativa si deve prendere cura di tutte queste cose, una banca digitale deve parlare la lingua del cliente, muoversi al ritmo che lui preferisce, farlo sentire supportato quando ce n’è bisogno e preparato davanti alle sfide.

 

Molte aziende parlano di sé come di “realtà fatte di persone”. Possiamo dire che Banca Ifis è una banca con le persone al centro? Cosa significa avere ogni giorno la responsabilità del lavoro di tanta gente?

Il rischio di cadere nella banalità e negli slogan è molto semplice. Mi interrogo spesso riguardo a come è giusto che eserciti il ruolo e la responsabilità che la banca mi ha affidato, rispetto alle persone che ho la fortuna ed il privilegio di coordinare. La risposta che mi restituisco è che la cosa più importante è vedere persone che maturano, si rafforzano, non solo di competenza ma anche di capacità di stare nel team e di prendere in mano le loro responsabilità con fiducia in se stessi. Sono consapevole di essere molto esigente, diretto e alle volte un po’ duro. Ma il mio desiderio più intimo è che le persone si sentano stimolate, soddisfatte, appagate e fieri di ciò che fanno. Che sentano che è davvero importante per l’economia e per il Paese e che la dedizione che mettono nel lavoro, e che spesso sottrae loro tempo per la vita privata, fa la differenza per migliaia di persone e di imprese. Quando sono nella condizione di sentire tutto questo allora io sono felice.