Ritardo pagamenti gravi in diminuzione del 12%

Secondo il report CRIBIS D&B la situazione migliora, ma la strada è lunga.

Redazione MondoPMI
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A pubblicare i dati sui ritardi dei pagamenti gravi aggiornati a fine marzo 2016 è lo Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS D&B, e quello che ne esce è un quadro positivo ma comunque tendenzialmente prudente.

L’indicatore generale, metro di valutazione sullo stato in cui versano le imprese del territorio, ha mostrato una flessione del 12,1%, per quei pagamenti che superano i 30 giorni di ritardo. Questo dato evidenzia come le aziende siano meno in difficoltà nel pagare i corrispettivi ai fornitori, un buon segnale, quindi, per tutta l’economia.

Del totale dei pagamenti effettuati dalle aziende, il 35,1% paga alla scadenza, il 51,1% entro il mese di ritardo, mentre, quella appunto dei ritardi gravi superiori al mese, è del 13,8%, al minino storico dal 2010 ma comunque una volta e mezza superiore ai livelli pre-crisi.

Le imprese più colpite dal periodo di difficoltà sono quelle che operano nel settore del commercio al dettaglio, il punto di arrivo di tutte le filiere industriali. Meno di un quarto di queste aziende riesce a pagare in tempo e ben il 22% salda le proprie fatture con oltre 30 giorni di ritardo.

Dalla ricerca CRIBIS emerge anche come siano collocate nella parte settentrionale del Paese le imprese più puntuali (43,5% del totale) mentre in misura opposta come le aziende più ritardatarie siano principalmente provenienti dal sud e dalle isole (il 23,2% ha ritardi gravi nei pagamenti). Nello specifico, per la prima volta in assoluto, la regione più virtuosa è la Lombardia, con il 45,2% di aziende in tempo con i pagamenti, che scalza dal primo posto l’Emilia Romagna che scende al secondo posto (44,9%) dopo anni in testa alla graduatoria. Nel fondo della classifica troviamo la Sicilia (18,7%) e risalendo Calabria (20,6%), Campania (20,8%) e Sardegna (22,2%).

A livello settoriale, quello dei servizi finanziari gode di ottima salute, bene anche l’edilizia (solo l’11,6% di ritardi gravi). Il settore dei trasporti e della distribuzione sono quelli che negli ultimi 6 anni hanno meno peggiorato la situazione dei cattivi pagatori, che sono cresciuti del 46,9% contro una media del 150%.

Image Credit: shutterstock