Rivalutazione degli immobili a costo zero per il settore alberghiero

Per il settore alberghiero la rivalutazione è un’operazione gratuita e non prevede il pagamento dell’imposta sostitutiva sui maggiori valori iscritti.

Redazione MondoPMI
0
0
rivalutazione beni dimpresa

La legge di conversione del Decreto Liquidità ha introdotto novità significative nella disciplina della rivalutazione dei beni d’impresa. In particolare:

  • Ha prorogato la misura in relazione ai bilanci 2020, 2021 o 2022
  • Ha previsto, esclusivamente per le imprese dei settori alberghiero e termale, la possibilità di rivalutare in modo completamente gratuito i beni e le partecipazioni, in imprese controllate e collegate, risultanti dal bilancio al 31 dicembre 2019.

PROROGATA LA RIVALUTAZIONE DEI BENI D’IMPRESA FINO AL 2022

La legge ripropone, quindi, la possibilità di rivalutare i beni d’impresa che era già stata avanzata con la Legge di Bilancio 2020. Tale rivalutazione:

  • È riservata a società ed enti commerciali che nella redazione del bilancio non adottano i principi contabili internazionali
  • Va effettuata nel bilancio 2020, 2021 o 2022 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

I beni rivalutabili devono già essere presenti nel bilancio dell’esercizio 2018, anche se integralmente ammortizzati.

La rivalutazione dei beni d’impresa non può avere soltanto valore civilistico, deve avere anche valenza fiscale e la acquisisce con il versamento dell’imposta sostitutiva.

 

Banca Ifis

 

ECCEZIONE PER ALBERGHI E STABILIMENTI TERMALI

Per il settore alberghiero, che più di altri è stato messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, la rivalutazione è un’operazione gratuita e non prevede quindi il pagamento dell’imposta sostitutiva sui maggiori valori iscritti.

Inoltre, i maggiori valori iscritti sono riconosciuti immediatamente (a partire, cioè, dall’esercizio nel cui bilancio la rivalutazione è eseguita) ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, ma con un periodo di “moratoria” triennale ai fini della tassazione delle plusvalenze e minusvalenze.

La rivalutazione può essere eseguita nel bilancio 2020, nel bilancio 2021 o in entrambi.

COSA BISOGNA SAPERE PRIMA DI FARE LA RIVALUTAZIONE

La riserva di rivalutazione che si crea a livello contabile rimane in sospensione d’imposta, e l’affrancamento comporta il versamento di una imposta sostitutiva di IRPEF, IRES e IRAP del 10%. Tale imposta è indeducibile e può essere computata, per l’intero ammontare o parzialmente, in diminuzione delle riserve iscritte in bilancio, oppure in diminuzione del capitale sociale o del fondo di dotazione.

Inoltre, il saldo attivo di rivalutazione costituisce anch’esso una riserva in sospensione di imposta, quindi non può essere distribuito prima che inizino a decorrere gli effetti fiscali della rivalutazione.