Sostegni alle PMI: l’analisi della BCE

In Italia e in Francia le imprese che hanno chiesto più aiuti, staccate Germania e Spagna.

Redazione MondoPMI
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sostegni alle pmi

Due imprese europee su tre hanno chiesto sostegni pubblici per affrontare la pandemia.

 

Banca Ifis

 

In Italia ha chiesto aiuto l’80% delle PMI

Tra marzo e aprile 2021, la BCE ha condotto un’analisi per comprendere in che misura le imprese europee hanno fatto richiesta dei sostegni messi a disposizione dai governi nazionali. L’analisi è stata condotta su un campione di 11.000 imprese, composto per il 91% da PMI. I risultati dello studio Survey on the access to finance of enterprises sono stati pubblicati nel Bollettino n.4 della BCE.

Dallo studio è emerso che hanno richiesto almeno una forma di sostegno i 2/3 delle imprese del campione. I dati sono però diversi all’interno dei Paesi considerati: in Italia e in Francia la percentuale delle imprese che hanno chiesto aiuto è più alta rispetto alla Germania e alla Spagna.

In particolare, ha fatto richiesta dei sostegni l’80% delle PMI italiane e oltre il 70% delle imprese francesi. In Germania soltanto il 55% delle PMI ha fatto ricorso agli aiuti pubblici e in Spagna meno del 50% delle imprese.

Quali sono stati i sostegni più richiesti

Nella sua analisi, la BCE ha cercato di capire anche quali sono state le forme di sostegno più richieste. È emerso che quasi il 50% delle PMI prese in considerazione e il 55% delle grandi imprese analizzate ha richiesto un sostegno per il contenimento del costo dei salari. A richiedere un intervento di questo tipo sono state soprattutto le imprese francesi: questo tipo di sostegno ha interessato infatti i 2/3 delle imprese d’Oltralpe.

Al secondo posto tra gli aiuti più richiesti ci sono quelli relativi a riduzioni o a moratorie fiscali, richiesti dal 28% delle grandi imprese e dal 25% delle PMI. In Italia circa 1/3 delle imprese del campione ha ottenuto un sostegno di questo tipo. Infine, ci sono altri tipi di sostegno alla liquidità, richiesti da quasi una grande impresa su quattro e da un terzo delle PMI.

La maggior parte degli aiuti sono stati indirizzati alle imprese attive nei settori più colpiti dalle restrizioni: il turismo, la cultura e l’intrattenimento. Negli altri settori si notano delle differenze anche importanti. Nei settori del commercio e dell’industria circa la metà delle imprese ha richiesto sostegni per i salari, mentre solo il 37% delle imprese delle costruzioni ne ha avuto bisogno. Relativamente agli sgravi fiscali e alle moratorie, le percentuali di richiesta scendono al 25% delle imprese industriali e del commercio e al 18% delle PMI attive nel settore delle costruzioni.

Nel 90% dei casi, le imprese hanno giudicato molto importanti i sostegni messi a disposizione dei governi. Una percentuale di imprese compresa tra il 65 e il 75% considera inoltre gli aiuti necessari per riuscire a far fronte alle esigenze di liquidità anche a medio termine.

L’analisi condotta dalla BCE sui sostegni alle PMI ha valutato anche la solidità reddituale delle imprese che hanno richiesto aiuti. Lo studio dimostra che a richiedere i sostegni sono state l’80% delle imprese considerate più vulnerabili e circa il 40% delle imprese che presentavano un buon livello di redditività.