Talent Management: cos’è e perché è utile all’azienda?

Il Talent Management nasce nel 1997 quando la McKinsey & Company ha reso pubblico il proprio studio “The war for Talent”.

Redazione MondoPMI
0
0
Talent management 1

Secondo un sondaggio di Gallup World, l’87% dei lavoratori dichiara di essere insoddisfatto della propria posizione, di fare un lavoro in cui non riesce ad esprimere se stesso o di sentirsi stressato e sotto pressione. Se non c’è realizzazione sul lavoro non c’è nemmeno crescita, e il dipendente finisce per diventare improduttivo. Per questo, è nato il Talent Management.

 

COS’È IL TALENT MANAGEMENT?

Il Talent Management, in italiano “Gestione dei talenti”, è un’attività nata all’interno delle aziende negli ultimi 20 anni, ed è finalizzata ad acquisire, evolvere e trattenere i “talenti”, ossia personale qualificato e con un profilo di valore in relazione al business dell’azienda. Si tratta di un’attività che si avvicina molto alla Gestione delle Risorse Umane, ma dalla quale si discosta per un differente approccio prospettico: non ci si domanda più se il dipendente è adatto al ruolo che gli è stato assegnato, ma ci si inizia a chiedere che valore potrebbe portare all’azienda se fosse libero di mettere in pratica i suoi talenti.

Banca IFIS Impresa

 

Le differenze principali tra la tradizionale Gestione delle Risorse Umane e il Talent Management sono 3:

  • Le Risorse Umane rientrano nell’area dell’Amministrazione, mentre il Talent Management è una sezione indipendente, e si occupa dell’acquisizione e della formazione dei migliori talenti all’interno dell’azienda.
  • Il Talent Management non è un compartimento stagno, ha un’organizzazione orizzontale e coinvolge i manager dell’azienda per formare e guidare il personale.
  • Ha la forma di un progetto strategico e rientra tra gli obiettivi aziendali generali.

Il Talent Management nasce nel 1997 quando la McKinsey & Company ha pubblicato “The war for Talent”, uno studio dedicato alla concorrenza spietata tra le grandi aziende per accaparrarsi i migliori talenti in circolazione. Sono trascorsi 20 anni da allora ma la guerra per i talenti non si è ancora conclusa.

 

PERCHÉ È UTILE ALL’AZIENDA?

Come dimostra la storica “Piramide dei bisogni” di Abraham Maslow, esiste una gerarchia di bisogni comuni che, se soddisfatta, può portare le persone alla felicità e al benessere.

Talent management 2

All’apice di questa gerarchia c’è l’autorealizzazione, bisogno umano fondamentale non solo nella vita privata ma anche in quella professionale: la professione, oltre a definire il ruolo di ognuno nella società, è anche parte di ogni singola identità perché offre sostentamento, protezione e realizzazione economica e personale. Da parte del datore di lavoro, quindi, deve esserci la disponibilità ad andare incontro alle esigenze e alle vocazioni dei dipendenti, e di gestire i talenti individuali in modo efficiente ed efficace.

Lavorare sul benessere del personale e sulla sua motivazione, attraverso strategie di osservazione e monitoraggio, e investimenti in formazione, è necessario per le aziende che vogliano creare una brand identity forte ed essere competitive sul mercato. Contesti di lavoro favorevoli diventano automaticamente una fonte di attrazione per le persone più talentuose, che al contempo accrescono il valore dell’azienda creando un circolo virtuoso. L’ambiente lavorativo diventa così un centro di apprendimento e innovazione, che stimola la creatività e la produttività di chi vi lavora.

 

COSA FA UN TALENT MANAGER?

Una volta chiarito cos’è il Talent Management, sorge spontanea una domanda: il Talent Manager, concretamente, che cosa fa?

Il suo compito è quello di conoscere da vicino i dipendenti per comprenderne aspirazioni e potenzialità e collocarli nella giusta posizione. Gli strumenti per riconoscere il talento e rispondere in modo adeguato a questa necessità sono:

  • Un processo strutturato di valutazione della performance
  • Programmi di coaching
  • Gestione periodica dei feedback raccolti dai dipendenti
  • Processo strutturato e calendarizzato di segnalazione dei talenti

 

Una volta individuati i talenti in azienda, sarà necessario attuare strategie capaci di rafforzare il rapporto tra questi e l’azienda stessa. Uno degli obiettivi del Talent Manager è quello di mantenere l’ingaggio dei talenti assunti costruendo un sistema di welfare aziendale per andare incontro ai loro bisogni. Ma non solo, il suo lavoro prevede anche un approccio personalizzato al singolo lavoratore, l’intermediazione tra il personale e l’azienda, la valutazione dei dipendenti, la pianificazione di corsi di formazione ad hoc, l’elaborazione di strategie di “job rotation” che permettono ai talenti di svolgere ruoli diversi in azienda, la valorizzazione del talento in relazione con il team e la pianificazione del suo percorso di crescita individuale.

 

Il Talent Management è concretizzabile anche in aziende di piccole dimensioni, ma richiede apertura mentale e un radicale cambio di prospettiva: il lavoratore dev’essere visto come una risorsa primaria indispensabile per il funzionamento dell’attività, non solo come un mezzo per il raggiungimento di determinati obiettivi di business, e per questo deve essere ascoltato e assecondato nella realizzazione delle sue aspirazioni professionali.

Se può servire da incentivo, uno studio pubblicato nel libro “La scienza delle organizzazioni positive” di V. Gennari e D. Di Ciaccio, nel 2018, ha dimostrato come il benessere e la realizzazione sul lavoro aumentino la produttività del 31% e le vendite del 37%. Provare per credere.