Ufficiale il Brexit: quali conseguenze per le PMI italiane?

In Gran Bratagna ha vinto il Leave, e adesso?

Redazione MondoPMI
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La Gran Bretagna ha deciso: con il 51,9% dei voti, ha vinto il Leave, cioè la decisione di uscire dall’Unione Europea, mentre il Remain si è fermato al 48,1%. Con la vittoria del “no” all’Europa, quindi, si apre un periodo di forte instabilità che sta avendo già grosse ripercussioni sulle borse. Ma che cosa significa l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa in termini pratici, soprattutto per le nostre aziende?

Con la decisione emersa dalla consultazione referendaria, si apre un processo che può durare dai 2 ai 10 anni. Il primo passo sarà la notifica della decisione da parte della Gran Bretagna, con l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato UE, che concede al Paese uscente due anni per rinegoziare gli accordi europei in essere, con l’Unione ma anche con i singoli stati.

Nel giro di due anni, quindi, Londra tratterà sui mercati internazionali in maniera autonoma. Prima conseguenza di questo, sarà l’innalzamento dei dazi alla frontiera sui prodotti esteri, inoltre potrebbero subentrare per le PMI straniere anche gli obblighi di particolari certificazioni affinché possano essere concessi gli scambi commerciali con la Gran Bretagna. È possibile, inoltre, la decadenza della tutela del brevetto europeo.

Per le imprese italiane, potrebbe essere un duro colpo. Attualmente il nostro Paese ha un saldo commerciale con la Gran Bretagna pari a 12 miliardi di euro, cioè lo 0,8% del PIL, considerato che Londra esporta il 2,8% verso l’Italia ed importa il 3,7%. Sul totale italiano, quindi, l’interscambio con la Gran Bretagna vale ben 33 miliardi.

Il timore principale, ora, è che anche altri Paesi possano decidere di seguire l’esempio UK e uscire dall’Unione Europea. Si darebbe il via ad un pericoloso effetto domino le cui cause avrebbero grosso impatto anche sul commercio non solo tra i singoli stati, ma anche tra i Paesi e le grandi potenze internazionali come USA, Russia, Cina e India. Uno dei motivi, appunto, per cui l’Unione Europea era nata.

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