Garbelotto, il parchettificio che punta su famiglia e territorio

“La condivisione porta alla crescita, e la condivisione più bella, secondo me, la si ha proprio in famiglia”

Redazione MondoPMI
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parchettificio garbelotto

Leader in Italia per la produzione di parquet in legno, il Parchettificio Garbelotto ha deciso di mettere al primo posto, in ogni sua scelta, il Made in Italy e la famiglia. Per questo negli anni di crisi, quando gran parte delle imprese italiane ha deciso di spostare i propri centri produttivi all’estero, Garbelotto ha preferito investire nel proprio brand e nel proprio territorio d’origine, la provincia di Treviso.

Il marchio, che contava inizialmente pochissimi dipendenti, è cresciuto negli anni facendosi conoscere anche all’estero e investendo nella ricerca e nell’innovazione.

Ce ne ha parlato Renza Altoè, moglie di Antonio Garbelotto che attualmente guida l’impresa di famiglia insieme alla moglie e al figlio Marco.

Parchettificio Garbelotto: origine ed evoluzione

L’azienda Garbelotto nasce come una semplice segheria e, nell’arco di 70 anni, si trasforma nel grande stabilimento per la lavorazione dei pavimenti in legno che possiamo vedere oggi. Com’è avvenuta questa evoluzione? Cos’ha spinto voi e i vostri predecessori ad ampliare l’attività e com’è cambiata la vostra mission nel corso del tempo?

È cominciato tutto con il bisnonno di mio marito, Giacomo Garbelotto, che era un grande amante del suo lavoro e ha trasmesso questa passione al figlio e al nipote, Tony. È stato lui ad aprire la segheria, che inizialmente forniva legname ai falegnami e produceva lamellari per i pavimenti. Poi ha preso in mano l’azienda mio marito, dopo aver terminato le scuole superiori, e da ditta artigianale è diventata una vera e propria impresa industriale. È cambiato l’assetto societario e sono entrata anch’io a far parte dell’azienda.

L’evoluzione più importante è avvenuta quando abbiamo acquistato dei terreni per la produzione prima di legno massiccio, e poi di prefiniti. Mio marito è un appassionato di meccanica e molti dei macchinari che attualmente utilizziamo in azienda li ha costruiti lui.

Nel dopoguerra, al boom della moquette è seguito quello del legno ed è iniziato per noi un periodo di fioritura. Ci sono stati, però, anche momenti difficili. Dal 2003, ad esempio, ha iniziato a farsi sentire la crisi nel settore e i nostri soci hanno cercato di spingerci a delocalizzare. Non abbiamo voluto cedere alle pressioni perché crediamo nel Made in Italy. Abbiamo smesso di guardare al guadagno e abbiamo concentrato le nostre forze nel tentativo di migliorare il marchio Garbelotto e di valorizzarlo.

Parchettificio Garbelotto e il made in italy

Non solo i vostri parquet sono interamente Made in Italy ma tutto il ciclo di produzione avviene all’interno dello stabilimento Garbelotto, a Treviso. Potreste dire che la vostra sia una scelta coraggiosa vista la tendenza di numerose industrie ad acquistare materie prime dall’estero o a dislocare parti della filiera oltre confine per ridurre i costi?

Chi ha scelto di delocalizzare lo ha fatto perché non conosce il valore del Made in Italy.

Non esiste un Made in Germany o un Made in France che siano sinonimo di qualità e unicità come il nostro Made in Italy.

Sarebbe stato sicuramente più semplice spostare la produzione altrove e mantenere l’ufficio commerciale in Italia per limitare i costi, ma abbiamo scelto di seguire un’altra strada. Delocalizzare significa dividere le famiglie e per noi la famiglia è un elemento importante, che va protetto.

Non è sempre stato facile sostenere questa decisione: abbiamo dovuto investire molto denaro, far fronte a problematiche complesse, e tutto ciò in completa autonomia, senza ricevere nessun sostegno da parte dello Stato.

Negli anni di crisi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo studiato un modo in cui proporci all’estero. Un’occasione importante è stata quella del Domotex di Hannover: abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere, di presentare i nostri prodotti e ampliare il nostro range di clienti.

Quando l’azienda è nata contava 4 addetti, oggi ne ha una settantina. È questo che mi dà orgoglio e mi fa andare avanti. Senza contare che Garbelotto, oltre a dare lavoro agli abitanti del territorio, supporta anche l’indotto della Provincia, in particolare, fornitori, alberghi e ristoranti.

 

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Parchettificio Garbelotto e la presenza alle fiere di settore

Siete ospiti fissi del Domotex di Hannover, che ha anche riservato diversi premi per i vostri prodotti più innovativi. Quali sono i vantaggi competitivi che le fiere di settore potrebbero offrire ad un’azienda già molto conosciuta come la vostra?

Il Domotex è stato un buon trampolino di lancio che ci ha permesso di acquisire nuovi clienti provenienti da tutto il mondo.

I vantaggi che una fiera può offrire, secondo me, sono quelli di farsi conoscere e posizionarsi all’interno di un mondo sempre più globalizzato. Quella di Hannover è una fiera specifica, orientata sui pavimenti in legno e sui tappeti, ma ha un respiro internazionale. Ci ha permesso di entrare in contatto con persone provenienti da Sud America, Cina, Vietnam ed Europa dell’Est.

Partecipando ogni anno al Domotex possiamo anche dare l’opportunità ai nostri clienti stranieri di incontrarci personalmente e di vedere le nostre nuove collezioni.

Molti dei nostri articoli hanno ottenuto il riconoscimento di soluzioni innovative. In particolare, siamo molto fieri di aver brevettato Clip Up System®, il nuovo sistema di posa del parquet che non richiede l’utilizzo di colle o altri prodotti insalubri per l’ambiente e per le persone.

Partecipare alle fiere, per noi, rappresenta uno stimolo, uno spazio da cui prendere ispirazione per elaborare nuovi progetti e per lavorare sulla ricerca, anche se in Italia purtroppo non è molto supportata. In passato i pavimenti erano solo un rivestimento, oggi sono diventati un complemento d’arredo. Per questo dobbiamo essere sempre aggiornati sulle ultime tendenze e sperimentare soluzioni sempre nuove e attrattive.

Parchettificio Garbelotto tra innovazione e biocompatibilità

Oltre al Made in Italy, i vostri valori imprescindibili sono innovazione e biocompatibilità. Quanto sono legati questi due ambiti e quando hanno iniziato a rivestire un valore fondamentale per il vostro brand?

Non solo produciamo parquet biologici e biocompatibili, ma abbiamo anche impostato la nostra filiera in modo che sia il più possibile rispettosa dell’ambiente e della salute dei nostri operai. Se decido di costruire un prodotto ecologico in un ambiente non ecologico, sbaglio già in partenza.

Noi di Garbelotto siamo autosufficienti per quanto riguarda la produzione energetica: facciamo uso da molti anni di energia alternativa e adibiamo gli scarti della produzione a nuovi usi. I forni di essiccazione, ad esempio, vengono alimentati con segatura vergine.

Abbiamo anche deciso di investire nel ciclo completo di verniciatura all’acqua. È stata una spesa importante ma che ci ha dato soddisfazione perché ora, nelle zone di verniciatura, non si percepisce alcun odore di vernice e non ci sono sostanze volatili che potrebbero nuocere alla salute, senza contare che anche il prodotto finale è più salubre.

Tutti i nostri prodotti sono sottoposti a continui controlli e hanno ricevuto diverse certificazioni che ne attestano la sostenibilità: le foreste dalle quali ci riforniamo di materie prime sono sottoposte a deforestazione automatica, il che significa che per ogni albero che viene tagliato, ne viene piantato subito un altro.

Parchettificio Garbelotto: un’impresa a conduzione familiare

Nel sito web sottolineate con orgoglio che il Parchettificio Garbelotto è stato fondato dalla stessa famiglia che oggi ne è proprietaria. Quali marce in più potrebbe avere, secondo voi, un’impresa a conduzione familiare e quali, invece, potrebbero essere gli svantaggi di questo tipo di gestione?

Un’azienda che porta il tuo stesso nome è una fonte di orgoglio, per te e per tutta la famiglia, e questo ti porta a fare il meglio per garantirle una vita più lunga possibile. Basti pensare che tutti i brand di moda più longevi sono quelli che portano il nome dello stilista fondatore. Quando porto il brand Garbelotto in giro per il mondo, e con esso anche il mio nome, mi sento responsabile e faccio di tutto purché mantenga una buona reputazione.

Per la maggior parte delle persone la famiglia rappresenta il valore più importante ed è sicuramente un punto di riferimento nella vita di ognuno. La condivisione porta alla crescita, e la condivisione più bella, secondo me, la si ha proprio in famiglia. Può succedere, però, che ci si “porti il lavoro a casa” e questo può generare stress e conflitti. È essenziale sapersi ritagliare uno spazio in cui il lavoro non deve entrare, ma soprattutto bisogna essere rispettosi di ogni ruolo e non cercare di sostituirsi agli altri.

C’è da dire anche che l’imprenditore rappresenta la guida dell’impresa ma ha bisogno di avere al suo fianco collaboratori e fornitori motivati che costruiscano il valore aggiunto dell’azienda.

 

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Image credit: shutterstock