60% di vendite in meno per il distretto della mozzarella di bufala campana

Il peso economico del comparto rappresenta l’1,4% del PIL totale delle province di Caserta e Salerno, e presiede un mercato dal valore complessivo stimato di 16,2 miliardi di euro.

Redazione MondoPMI
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mozzarella di bufala campana

Gli effetti dell’emergenza Coronavirus iniziano a farsi sentire anche nel distretto della mozzarella di bufala campana, dove nelle prime due settimane di marzo 2020 è stato lavorato il 60% di latte in meno rispetto allo stesso periodo nel 2019. Il drastico calo delle vendite di questo prodotto è una conseguenza di una diminuzione della domanda, sia da parte del settore della ristorazione (costretto alla chiusura) che dei principali segmenti di vendita della grande distribuzione, che sono responsabili di oltre il 40% delle vendite della mozzarella di bufala.

Basti pensare che nel primo trimestre di quest’anno sono stati prodotti 766mila chili di bufala Dop, contro i 2milioni realizzati tra gennaio e marzo del 2019.

 

Banca Ifis

 

CROLLO DELL’EXPORT PER LA MOZZARELLA DI BUFALA DOP

Anche le esportazioni hanno risentito in modo particolare della crisi. La specificità della mozzarella di bufala campana, infatti, è quella di essere un prodotto fresco e quindi facilmente deperibile, che non può essere sottoposto a lunghi viaggi. Ma la chiusura delle frontiere, il rallentamento dei voli e le misure di sicurezza adottate da alcuni Paesi, tra cui la Germania che è la prima destinazione per export della mozzarella di bufala Dop, hanno reso più complesso il trasporto di questi prodotti.

«Al momento trasformiamo circa il 70% in meno – ha commentato il titolare del Caseificio La Cilentana di Eboli, in provincia di Salerno – lo scorso anno ne trasformavamo 100 quintali di latte, ora non raggiungiamo i 25 quintali. Metà dei dipendenti sono già in cassa integrazione. C’è bisogno di un intervento veloce e concreto o le celle per il congelamento del latte si satureranno presto, e a quel punto il problema sarà dove stoccare il latte».

TRACCIABILITÀ E TUTELA DEL PRODUTTORE E DEL CONSUMATORE

Il distretto della mozzarella di bufala campana nasce nel 1981 con degli obiettivi ben precisi:

  • Tutelare la produzione ed il commercio della Mozzarella di Bufala Campana
  • Difendere la denominazione stessa in Italia ed all’estero
  • Favorire il costante miglioramento dei mezzi di produzione della mozzarella di
    bufala campana e il conseguente miglioramento qualitativo della sua
    produzione
  • Esercitare una costante vigilanza sulla produzione e sul commercio e in particolare sull’uso corretto della sua denominazione di origine.

Nel ’96 il prodotto ottiene la Denominazione di Origine Protetta che ne attesta la qualità e lo tutela dalle imitazioni. Secondo la normativa del distretto, infatti, può essere definita mozzarella di bufala campana solo quella:

  • Prodotta esclusivamente con latte di bufala intero fresco provenienti da bufale allevate solo in precise zone, che costituiscono l’area territoriale della DOP (tutta la provincia di Caserta e di Salerno, alcuni comuni delle province di Napoli e Benevento ma anche in alcune zone della provincia di Foggia, la provincia di Isernia e alcune zone delle province di Latina, Frosinone e Roma).
  • Lavorata entro 60 giorni dalla mungitura.

Un ulteriore forma di garanzia su qualità e sicurezza del prodotto è fornita dalla tracciabilità: l’intera filiera è sottoposta ad un sistema di tracciamento sviluppato nel 2014, unico in Europa e completamente digitale, frutto del lavoro congiunto dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del mezzogiorno, del Ministero delle Politiche agricole e dell’organismo di controllo.

FASE 2: VERSO LA RIPRESA?

Nonostante il forte calo delle vendite e i gravi danni subiti dal comparto, le aziende del distretto della mozzarella di bufala campana confidano nella Fase 2 per una ripartenza. Anche perché il peso economico del comparto rappresenta l’1,4% del PIL totale delle province di Caserta e Salerno, e presiede un mercato dal valore complessivo stimato di 16,2 miliardi di euro. La mozzarella di bufala campana DOP, inoltre, si è confermata il terzo formaggio italiano (quarto prodotto DOP in Italia) per valore in assoluto, secondo il Rapporto Ismea-Qualivita. Quello della mozzarella di bufala Dop, quindi, è un distretto che non può non tornare a fare da protagonista, anche grazie al supporto fornito dall’online. A partire da maggio, infatti, molti dei caseifici che del territorio campano hanno avviato dei servizi di delivery rivolti sia a singoli consumatori che ad attività del settore della ristorazione.

Vorresti sapere di più sui distretti industriali? Leggi il nostro articolo per scoprire maggiori dettagli sui distretti che formano il tessuto produttivo italiano.