A Belluno occhialeria a due velocità: i piccoli cercano finanziamenti per non soccombere

Studio Baldassi
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Quando si parla di Cadore probabilmente la prima cosa a cui si pensa è la montagna, ma il bellunese è conosciuto a livello mondiale anche per un altro grande motivo: è il centro indiscusso della produzione di occhiali. Non è un caso, infatti, se le grandi aziende leader del settore hanno sede proprio in questa zona. Ai grandi nomi, poi, si affiancano decine e decine di piccole medie imprese, che beneficiano della presenza delle multinazionali che fanno da traino per l’economia della zona ma che hanno sempre saputo comunque camminare con le proprie gambe, arrivando anche ad osare brand proprietari.

Il distretto dell’occhiale intorno a Belluno è uno dei più antichi d’Italia, anche se le imprese che producono occhialeria nella zona non sono più circoscritte alla provincia bellunese. Importanti aziende produttrici di occhiali, infatti, si trovano anche nelle provincie di Treviso, Padova e Venezia.

C’è chi sostiene che il grande sviluppo economico della zona abbia avuto un’accelerazione forte in seguito ai finanziamenti alle imprese dati dallo Stato dopo il disastro della diga del Vajont, mentre al contrario c’è chi sostiene che questi incentivi siano serviti soltanto a creare “sedi fantasma” nella zona, mentre poi la produzione vera e propria avveniva in altri luoghi.

Quello che è certo è che il bellunese, ormai, è la capitale mondiale dell’occhialeria e che la fortuna economica di questo territorio è legata indissolubilmente alla produzione di montature, lenti e componenti per la realizzazione delle più svariate tipologie di occhiali, soprattutto quelli di lusso.

Purtroppo, però, non è tutto oro quello che luccica, e negli ultimi periodi di grande crisi a farne le spese sono state molte piccole imprese, soprattutto contoterziste, che non sono riuscite a sopravvivere agli inevitabili tagli che le grandi hanno dovuto compiere per sopravvivere.

Anche in questa zona, quindi, la necessità di finanziamenti è forte, soprattutto per poter tenere in vita le piccole aziende che sostengono il tessuto produttivo, mentre si allarga sempre di più la forbice tra grandi imprese internazionali e piccoli produttori locali.

Ecco, dunque, che interventi a sostegno delle imprese come linee di credito dedicate, la possibilità di accedere a prestiti o strumenti di finanziamento alle imprese come il factoring possono fare la differenza e consentire anche ai più piccoli di far fronte alla crisi e ricominciare a crescere.