Abruzzo: la ripresa economica passa per l’automotive

Redazione MondoPMI
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Dopo la profonda crisi che ha attraversato l’Abruzzo in questi anni, nel 2014 arrivano i primi segnali di ripresa, soprattutto dal settore dell’automotive. Le protagoniste di questa lieve crescita infatti sono le aziende Sevel, Honda e Pilkington che hanno annunciato ingenti investimenti nel territorio, con evidenti ricadute anche sulle PMIdell’indotto.

Nel 2013 Sergio Marchionne aveva annunciato 700 milioni di investimenti per lo stabilimento Sevel di Atessa, in vista del lancio del nuovo Ducato, previsto per giugno. Questo ha portato ad un incremento della produzione del 10% rispetto al 2013, passando da 204 a 225 mila veicoli all’anno, e ad una conseguente crescita occupazionale. Dati rilevanti, se si pensa che la Sevel da sola costituisce il 10% del Pil abruzzese.

La Honda a sua volta ha annunciato il lancio di due nuove motociclette per il 2015, e frena la delocalizzazione nei paesi dell’est asiatico per investire nuovamente in Abruzzo. Sono previsti infatti 7 milioni di euro di finanziamenti alle aziende locali che produrranno i componenti dei due prodotti, e l’azienda si è impegnata ad assicurare una priorità occupazionale ai lavoratori dell’indotto nelle aziende che acquisiranno le nuove commesse.

Buone notizie poi arrivano anche dalla Pilkington, uno dei più grandi produttori di vetri per auto d’Europa, che ha annunciato che, oltre ad essere la base ingegneristica, lo stabilimento di San Salvo diventerà anche il cuore e il cervello della progettazione del settore auto.

Le prime ricadute positive si notano già nelle aziende locali. La Denso, produttrice di componenti e sistemi per auto e moto con sede a San Salvo, investirà 100 milioni di euro per i nuovi prodotti dopo essersi aggiudicato importanti commesse dalla Honda, Volkswagen, Suzuki, Hyundai e Toyota, e si attende un coinvolgimento anche da parte di Sevel per la produzione dei nuovi furgoni. Tutto ciò fa ben sperare per i livelli occupazionali futuri.

Si comincia quindi a respirare un clima di fiducia tra le aziende manifatturiere abruzzesi, ma è necessario fare attenzione e preservare questi deboli segnali da possibili ricadute della crisi.

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