L’acciaio traforato: dal Molise un’arte senza eguali

Redazione MondoPMI
0
0

Il Molise, tra tutte le regioni italiane, è una di quelle che spesso vengono meno considerate, eppure si tratta di una zona piena di tradizioni e con una cultura tipica tutta da valorizzare. Di sicuro il comparto industriale non è il più sviluppato, ma ci sono lavorazioni artigianali e agricole che meritano di essere messe in luce. Una di queste è l’artigianato legato alla lavorazione delle lame, come i coltelli di Frosolone e l’acciaio traforato di Campobasso. Entrambe sono produzioni di lunga data, storicamente documentate fin dal 14 ° secolo, ma ora svolte soltanto da rarissimi artigiani.

La storia delle lame molisane affonda le sue radici nel ‘400, quando la zona era famosa per la produzione di armi, ma a metà del ‘700 un editto di Carlo III di Borbone, ne vietò la fabbricazione: gli artigiani furono costretti a convertire la produzione alla  coltelleria domestica e alla decorazione artistica di utensili. Nel giro di pochi decenni Campobasso diventò una delle città più famose in tutta Europa per la lavorazione dell’acciaio traforato. Intorno al 1900, poi, alla produzione artigianale si affiancò quella industriale, decretando il declino delle botteghe artigiane.

Il paese di Frosolone, invece, èun piccolo centro situato sui monti dell’entroterra molisano che deve la sua fama nel mondo  alla lavorazione dell’acciaio. Fino alla fine degli anni 60 del Novecento ogni vicoletto del centro storico contava più di una bottega di forbici o coltelli, poi queste botteghe furono soppiantate da moderne industrie che negli ultimi anni si sono trasformate soprattutto in aziende commerciali. Qui la tradizione della lavorazione delle lame è testimoniata dal “Il Museo dei Ferri Taglienti” e dalla “Mostra Mercato Nazionale delle Forbici e dei Coltelli“, che si svolge ogni anno tra le vie e le botteghe del paese, a testimonianza di un’arte antica che sopravvive, anche se messa a dura prova dalla concorrenza industriale.

Oltre che a Frosolone e a Campobasso, nei secoli scorsi la lavorazione delle lame e dei coltelli era diffusa un po’ in tutto il Molise: secondo le statistiche del 1835 la regione contava circa 500 artigiani dediti all’arte dell’acciaio. Oggi a Campobasso sono rimasti soltanto pochissimi artigiani che creano oggetti d’uso quotidiano ma artisticamente di notevole valore, mentre a Frosolone la lavorazione dell’acciaio ha assunto una dimensione meno artistica e maggiormente finalizzata alla produzione di attrezzi di uso quotidiano, in cui il lavoro dell’artigiano viene supportato dai macchinari.