Adattamento e ricerca della qualità: le linee guida del distretto serico comasco

Lo scorso anno il comparto ha registrato una crescita del fatturato pari al 4,8%.

Redazione MondoPMI
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Distretto serico comasco

La lavorazione della seta nel comasco ha origini molto antiche che risalgono al XVI secolo.

Negli anni ’70 il settore ha subìto un’importante ristrutturazione, dopo che il primato nella produzione della seta è passato definitivamente a Cina e Giappone. L’acuirsi della concorrenza internazionale ha spinto alcune imprese del distretto comasco a investire nella tintostamperia: tintura e stampa sono divenute così le fasi chiave del processo produttivo, mentre il design del tessuto si è trasformato nell’elemento determinante per il successo del comparto.

A partire dagli anni ’80 il distretto ha dovuto superare un’ulteriore fase di flessione, con conseguente calo dell’occupazione e del numero di imprese, che lo ha portato a focalizzarsi sull’innovazione e sulla tecnologia di processo finalizzata all’incremento della produttività. Questo passaggio ha condotto le imprese verso un periodo di grande guadagno caratterizzato da una crescita costante dell’aumento della domanda e dalla riduzione della pressione concorrenziale grazie all’adozione di strategie di differenziazione del prodotto.

L’ultima fase critica è stata attraversata nella prima metà degli anni ’90 ed ha portato ad una riconfigurazione profonda del settore, che ha deciso di investire nell’internazionalizzazione per fare fronte ad un calo della domanda interna, putando così sui mercati esteri. Scelta che si è dimostrata più che vantaggiosa e che ha permesso al distretto di mantenere un buon posizionamento sul mercato fino ad oggi.

LA FILIERA PRODUTTIVA

Il settore non si occupa più soltanto della lavorazione della seta, che rappresenta oggi il 20% della produzione, ma anche di tessuti artificiali e sintetici ottenuti dal petrolio e dalla cellulosa, per questo attualmente lo si definisce “serico”.

Il distretto serico ha una struttura a filiera, in cui sono presenti tutte le fasi della lavorazione dalla filatura alle attività di nobilitazione. Le varie fasi di produzione possono svolgersi all’interno di una stessa azienda o essere compiute da molteplici imprese specializzate. La seconda realtà è quella più diffusa nel distretto, che si caratterizza per una specializzazione di ruoli non riscontrabile in altri contesti nazionali e per un’elevatissima specializzazione.

Le parole d’ordine del distretto sono qualità, innovazione e servizio:

  • Qualità delle materie prime e della produzione (messa al primo posto dal 65% delle imprese)
  • Servizio al cliente, sia in fase pre che post vendita
  • Innovazione nei materiali, nei processi produttivi, nel prodotto.

 

Banca IFIS Impresa

 

I DATI RELATIVI AL DISTRETTO

 Il comparto si snoda su 91 dei 163 comuni della provincia di Como e occupa un terzo degli addetti del manifatturiero provinciale, più di 22 mila tecnici, operai e artigiani. I restanti due terzi sono impiegati soprattutto nel settore meccanico e in quello del legno-arredo.

L’attività principale svolta nelle imprese del distretto è la tessitura che coinvolge il 39% degli addetti e il 23% delle imprese. Accanto alle produzioni di tipo core si articolano, poi, altre attività collaterali come il commercio e la fabbricazione di macchinari tessili.

Nel 2018, il Sistema Moda Italia e il Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como, hanno evidenziato una crescita del fatturato del distretto serico pari al 4,8%. Il tessuto destinato all’abbigliamento femminile ha registrato una crescita del 5%; più dinamica, invece, la produzione di accessori tessili (cravatte, foulard, ecc.) che è aumentata del 7,5%.

Il sistema distrettuale comasco, a differenza di tanti altri distretti italiani, ha scelto di non intraprendere un sostanziale processo di delocalizzazione, preferendo mantenere uno stretto legame con il territorio, eventualmente trasferendo all’estero solo le sedi commerciali.

Un processo rilevante e che, invece, ha investito molte imprese del comparto è quello della concentrazione/gerarchizzazione: sono state numerose le realtà produttive che si sono integrate, a monte o a valle, con altre aziende che svolgono attività differenti o adiacenti alla filiera. L’integrazione è avvenuta, nella maggior parte dei casi, tramite compartecipazioni tra due o più imprese, che permettono il mantenimento di una struttura “leggera”, piuttosto che attraverso acquisizioni e fusioni con grandi aziende o gruppi.

 

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Image credit: shutterstock