Bellagio: il turismo tra la Perla del Lago di Como e i suoi dintorni

Redazione MondoPMI
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Il Lago di Como è conosciuto in tutto il mondo come luogo ricco di bellezza, sia per i suoi scorci naturali sia per le splendide ville storiche che si trovano lungo le sue rive, e per questo è una delle zone a maggiore attrattività turistica in Italia. E tra tutte le località che si incontrano percorrendo il lungo lago, Bellagio è senza dubbio una delle più suggestive.

Oltre ad essere un rinomato luogo di villeggiatura, infatti, la cittadina è famosa in tutto il mondo per la sua pittoresca posizione, proprio nel punto in cui il Lago di Como ramifica nei suoi bracci meridionali, con le Alpi visibili sullo sfondo, oltre il lago a nord.

Situata nella Provincia di Como, Bellagio conta poco più di tremila abitanti ed è soprannominata “La perla del Lario” per la bellezza del suo borgo e dei suoi panorami. Nei periodi più caldi, comunque, la città acquista una nuova vita, popolandosi di turisti provenienti da qualsiasi parte, al punto che per le sue strade non è difficile incontrare anche divi di Hollywood e magnati. Il turismo, quindi, è una delle attività maggiormente redditizie per la zona. Tra hotel, ristoranti, negozi e locali, infatti, la stragrande maggioranza delle PMI locali è impegnata in attività inerenti il turismo, soprattutto di fascia elevata.

Come in tutto il Lago di Como, anche a Bellagio è possibile visitare ville nobili e splendidi giardini, come quelli di Villa Melzi e di Villa Serbelloni.

Ma non soltanto il centro della cittadina è meta di turisti, infatti Bellagio è anche particolarmente amata da ciclisti e motociclisti per la bellezza delle strade che costeggiano il lago. Facendo soltanto pochi chilometri, infatti, è possibile giungere a posti sconosciuti ai più che comunque meritano una visita: è il caso, ad esempio, della Madonna del Ghisallo, conosciuta anche come Cima Coppi, che è una tappa obbligata per gli appassionati di ciclismo che passano in questa zona. Qui si trova un piccolissimo santuario dedicato alla patrona dei ciclisti le cui pareti sono piene di cimeli lasciati dai corridori in segno di devozione. Tra gli ex voto esposti non mancano i grandi nomi: da Coppi a Bartali, da Moser a Endurain. Nel corso degli anni i cimeli sono diventati talmente tanti che è stato istituito il Museo del Ciclismo, in cui sono state spostate quasi tutte le biciclette, le maglie e gli oggetti lasciati dai ciclisti alla Madonna.