Confagricoltura: il biologico va a gonfie vele

Acquisti aumentati del 20% solo nell'ultimo anno.

Redazione MondoPMI
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Le aziende italiane che operano nel biologico sono le vere protagoniste di un mercato in continua crescita. Nell’ultimo anno infatti, gli acquisti sono aumentati del 20% e le superfici dedicate alle coltivazioni biologiche sono arrivate a coprire l’8% del territorio.

I numeri sono emersi nel corso dell’ultimo convegno di Confagricoltura, dedicato al bio, durante il quale, è emersa la difficoltà dell’intero settore di soddisfare pienamente la domanda dei consumatori che, grazie alla maggiore consapevolezza sulla salute dei prodotti, cercano sempre più la qualità in ciò che mettono in tavola.

1/4 della produzione finisce all’estero

Le eccellenze alimentari Made in Italy sono molto ricercate, anche all’estero; un quarto del fatturato del mercato bio proviene infatti da paesi stranieri, soprattutto Germania (24%), Francia (20%) e paesi del Nord Europa, mentre fuori dall’ UE principalmente dagli USA e dal Giappone (3-4%). I prodotti più acquistati sono frutta e verdura seguiti, un po’ a sorpresa, dai sostituti del latte come bevande vegetali e soia.

L’entusiasmo dei coltivatori è sostenuto dall’Unione Europea, che crede fortemente in questo metodo di produzione, visti i suoi effetti positivi sulla tutela dell’ambiente, della salute e degli animali. Per mantenere questo trend sono però necessari programmi di sviluppo rurali a livello locale, con il coinvolgimento delle regioni.

Ogni realtà territoriale ha infatti caratteristiche diverse: l’analisi dei Piani di Sviluppo Rurale mostra che in Calabria e Sicilia il bio incide su circa il 20% del budget, in Veneto, Campania, Lombardia e Piemonte l’investimento è molto più limitato, tra l’1 e il 3%.

Servono regole più severe per i prodotti Extra-UE

Il biologico è un settore sano, soprattutto per quanto riguarda la produzione interna. L’unica dolente riguarda le importazioni: la debolezza dei regolamenti comunitari rende possibile l’utilizzo da parte dei produttori stranieri di tecniche non ammesse nella UE, con conseguenti danni alla competitività delle aziende europee e italiane e rischi per la sicurezza alimentare.

Per contrastare le irregolarità e continuare a sostenere lo sviluppo di questo settore, fondamentale sarà, investire nella ricerca. È stato in tal senso approvato il Piano strategico nazionale per l’agricoltura biologica, che prevede una serie di obiettivi mirati da raggiungere entro il 2020, tra cui una serie di semplificazioni burocratiche per le aziende. I cambiamenti climatici, inoltre stanno mettendo a dura prova le coltivazioni, la necessità è quella di studiare nuove tecniche per salvaguardare i prodotti, valorizzandone la biodiversità.

Image Credit: shutterstock