In crescita l’export delle PMI Padovane

Redazione MondoPMI
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In questo periodo di crisi che vede chiudere aziende ogni giorno, c’è comunque un dato importante che segna un risultato positivo per le PMI della provincia di Padova: l’export, infatti, si rivela in costante crescita, diventando una delle “ancore di salvataggio” per i prodotti Made in Padova.

Secondo un recente studio effettuato dall’Ufficio Studi Confindustria di Padova le esportazioni verso i nuovi mercati sono aumentate di ben 10 punti percentuali nel decennio 2003-2013 passando dal 32,8% al 41,2%.

In particolare, nel tessuto Padovano sì è registrato un aumento del 55,7% (da 5,6 a 8,7 miliardi). A far registrare questo dato positivo sono stati proprio i principali settori di specializzazione della regione, in primis la meccanica (+3,8%) e, a seguire, i tessili e l’abbigliamento che, nel complesso, hanno visto un incremento del 5,6%, con rilevante influenza degli articoli in pelle (+9,4%).

Massimo Pavin, Presidente dell’Unione Industriali di Padova ha sottolineato l’importanza dell’export e dell’apertura a nuovi mercati affermando che: “Allargare i confini, presidiare nuovi mercati dove più intensa è la domanda, attrarre investimenti: è questa la sfida per rompere la cappa di sfiducia e ripartire, con effetti positivi anche sulla domanda interna”.

L’export, in questi anni di grande crisi si è rivelato, infatti, l’unico fattore in grado di contribuire alla crescita economica del Paese. Fondamentale è stata l’incidenza di realtà come Bric’s, che ha portato ad una crescita del mercato di 10 punti percentuali.

Interessante anche l’osservazione di Pavin in merito allo sviluppo interno delle aziende padovane: l’internazionalizzazione sembra aver favorito, infatti, il processo di selezione competitiva delle imprese. La percentuale di occupazione manifatturiera è stata nettamente superiore nelle imprese rivolte all’export piuttosto che in quelle operanti nel solo territorio italiano.

Dai dati relativi alle esportazioni padovane emerge il persistere dell’orientamento verso i mercati tradizionali, pari a 5 miliardi nel 2013 (3,7 nel 2003): ci si rivolge soprattutto a Germania e Francia che, insieme, assorbono il 22,9% delle esportazioni. In calo la quota di export verso il Regno Unito, si è passati dal 6,3% del 2003 al 3,8% del 2013. Anche gli Stati Uniti mostrano una contrazione: se ne 2003 assorbivano il 7% del “Made in Padova” ora solo il 4,9% rimanendo, tuttavia, il quinto mercato di riferimento.

L’export risulta essere quindi la carta vincente in uno scenario economico non dei più rosei, è fondamentale quindi sostenere ed investire in questo settore, come ha affermato Massimo Pavin, sia sotto il profilo formativo, manageriale che degli investimenti.

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