Dal Piemonte parte la sfida per le castagne migliori

Redazione MondoPMI
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Ogni anno a Cuneo, alla fine del mese di ottobre, si svolge la Fiera Nazionale del Marrone, considerata una delle più importanti rassegne enogastronomiche d’Italia. Non si tratta soltanto di una manifestazione che mette in mostra le castagne, ma di una vera e propria vetrina unica delle eccellenze e delle antiche tradizioni del territorio cuneese. Regina della manifestazione, ovviamente, la castagna di Cuneo, che è anche stata riconosciuta con il marchio IGP. In tutta la provincia cuneese, interamente zona di produzione riconosciuta dal disciplinare, ogni anno se ne producono circa 8mila tonnellate. Il disciplinare prevede anche che i castagneti siano situati in posizioni soleggiate e riparati dal vento, con raccolte ad inizio Settembre e conclusione a Novembre.

I primi riferimenti al castagno nella provincia di Cuneo risalgono alla fine del XII secolo: già allora un quinto delle terre coltivabili era rappresentato proprio dal castagno, che costituiva una delle poche possibilità di commercializzazione della montagna. Il mercato delle castagne di Cuneo, già molto attivo fin dal 1500, rimase a lungo il principale centro commerciale della città, fino ad assumere importanza in tutta europa, soprattutto in occasione della fiera di San Martino. Nell’800, poi, il castagno rappresentava una componente essenziale della dieta delle famiglie e una delle poche possibilità di commercializzazione e di conseguenti entrate pecuniarie della montagna. Ma la coltura del castagno iniziò a svilupparsi più tardi, all’inizio del ‘900, per poi conoscere una battuta d’arresto tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni ’70, quando iniziò l’esodo della popolazione delle vallate verso le grandi città e verso l’estero. Dagli anni ’80, poi, si è assistito ad un recupero della produzione legato essenzialmente alla riscoperta delle qualità del frutto, ormai entrato a pieno titolo nelle cucine non soltanto come dessert, ma anche in molte altre preparazioni. Tra gli anni ’80 e ’90 ricominciò la ripresa del mercato, con una produzione annua a livello regionale di circa 80.000 quintali, di cui circa 55.000 in provincia di Cuneo.

In questi ultimi anni, purtroppo, la produzione di castagne a livello nazionale è scesa di molto, al punto che le importazioni hanno superato le esportazioni, ma il prodotto italiano, rispetto a quello degli altri paesi, continua a distinguersi per qualità, come nel caso della Castagna di Cuneo IGP.