Dall’antica Roma ai giorni nostri, il fascino del marmo di Carrara colpisce ancora

Studio Baldassi
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L’attività estrattiva nella zona di Carrara ha una storia lunga e costellata di importanti traguardi. Già nell’età del rame i primitivi abitanti della zona utilizzavano il marmo per produrre utensili vari e piccoli oggetti, ma il vero e proprio inizio dell’estrazione di marmo dalle cave di Carrara risale ai tempi dei Romani, all’epoca di Giulio Cesare, quando il pregiato materiale era diventata la materia prima principale per la costruzione dei più importanti edifici di Roma.

Il Distretto Lapideo Apuo-Versiliese, meglio conosciuto come distretto del marmo di Carrara, si estende a cavallo delle Province di Massa Carrara e Lucca ed è formato non solo dalle aziende che si occupano dell’estrazione del celebre marmo bianco, ma anche dalle piccole imprese che lo lavorano, da quelle che si occupano della produzione di macchinari per l’estrazione e la lavorazione della pietra, oltre all’indotto formato da studi di geologia, produzione di utensili, scuole di formazione e accademie artistiche, arrivando infine alle attività legate alla sicurezza e al ripristino ambientale. Non si può dimenticare, poi, che il commercio di marmo ha dato grande impulso anche allo sviluppo del porto di Marina di Carrara e che la vicinanza alle cave ha permesso la nascita in questa zona di oltre un centinaio di segherie e di aziende che si occupano della lucidatura del marmo.

La lavorazione del marmo bianco ha permesso anche la nascita di attività collaterali legate alla promozione del prodotto, come la fiera Carrara Marmotec o il museo civico del marmo, voluto dal comune di Carrara nel 1982, poi divenuto negli anni un vero e proprio centro di ricerca.

Il marmo di Carrara, poi, è legato anche ad una particolarissima produzione gastronomica conosciuta in tutto il mondo, cioè il lardo di colonnata, messo a stagionare proprio in particolari contenitori di marmo bianco.

La buona salute di cui gode il distretto del marmo bianco di Carrara è chiaro segno dell’esistenza di un sistema consolidato che promuove il settore e continua a farlo crescere, grazie alla volontà di continuare ad investire nelle imprese locali.