Distretto lombardo della cosmetica: il make-up parla italiano

La performance delle aziende del Distretto lombardo è nettamente superiore a quella dell’industria manifatturiera della regione.

Redazione MondoPMI
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distretto lombardo della cosmetica

Sono soprattutto italiane le aziende che lavorano dietro i grandi marchi del beauty come Estèe Lauder, Dior, Chanel e Lancôme, per citarne solo alcuni. Rappresentano la filiera “a monte” del mercato cosmetico e formano una realtà di 450 aziende concentrata nei territori di Crema, Bergamo, Milano e della Brianza: il Distretto lombardo della cosmetica.

Non si tratta di semplici terzisti ma di partnership strategiche che si stanno facendo spazio sul mercato a colpi di innovazione e brevetti di proprietà: il loro tasso medio di investimenti in Ricerca e Sviluppo si aggira attorno al 7% e supera di gran lunga la media nazionale. Queste aziende, che producono 4,4 miliardi di ricavi e forniscono un’occupazione a più di 20 mila persone, sono impegnate in attività che vanno dalla costruzione di macchinari, alla realizzazione del packaging primario e secondario, la decorazione delle etichette e il confezionamento del prodotto, fino al design e alla ricerca e sviluppo.

 

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LO STUDIO DI AMBROSETTI SUL DISTRETTO LOMBARDO DELLA COSMETICA

The European House-Ambrosetti ha condotto uno studio sulle imprese che compongono il Distretto lombardo della cosmetica, rilevando come la loro performance sia nettamente superiore a quella dell’industria manifatturiera della regione. Ai primi posti della filiera per i risultati conseguiti si trovano:

  • I formulatori conto terzi. Sono circa 300 aziende con più di 2,4 miliardi di fatturato e quasi 12 mila impiegati. Rappresentano il 70% del giro d’affari del settore e il 42% delle esportazioni. Il tasso di crescita degli occupati è del 6%, contro lo 0,8% dell’industria manifatturiera della regione. Inoltre, il 38% delle aziende possiede meno di 10 anni.
  • I produttori di macchinari. In Lombardia si concentra il 70% dei produttori di macchinari per la cosmetica. I ricavi si aggirano intorno ai 334 milioni mentre la quota export è del 72%, contro la media del 52% del settore della meccanica. Il tasso di occupazione è in continua crescita, così come quello della produttività, dell’84% contro il 72% della media. Il 68% delle imprese lombarde impegnate nella produzione di macchinari ha un fatturato compreso tra 1 e 10 milioni e il 35% di queste ha meno di 20 anni.

DISTRETTO LOMBARDO DELLA COSMETICA: LE IMPRESE PIÙ REDDITIZIE  

Il Distretto lombardo della cosmetica ospita delle note eccellenze del Made in Italy come:

  • Intercos di Agrate Brianza: azienda specializzata in sviluppo, produzione e packaging di prodotti cosmetici per i maggiori marchi del settore, è la più grande in Italia per fatturato. Possiede 15 stabilimenti nel mondo, 780 milioni di euro di ricavi e una quota export del 90%.
  • Chromavis di Offanengo: nata nel 2008 dalla fusione di due aziende familiari, oggi fa parte del gruppo francese Fareva. È prevista per il 2020 l’inaugurazione a Offanengo, in provincia di Cremona, di una nuova sede dai connotati futuristici. Nel frattempo, i suoi ricavi si aggirano intorno ai 185 milioni.
  • Alfaparf di Osio Sotto: Produce sia marchi propri che conto terzi e i suoi ricavi superano i 248 milioni. Si tratta di un gruppo che comprende 5 stabilimenti allocati in Italia, Brasile, Messico, Venezuela e Argentina, e impiega oltre 1.300 dipendenti.

La forza del Distretto lombardo della cosmetica, secondo Matteo Moretti che presiede il Polo della cosmesi di Crema, sta tutta nella specializzazione di conoscenze e competenze, nella concentrazione territoriale, nelle relazioni orizzontali e verticali tra imprese e con le istituzioni, e nella fertilità industriale del territorio lombardo.

Vorresti sapere di più sui distretti industriali? Leggi il nostro articolo per scoprire maggiori dettagli sui distretti che formano il tessuto produttivo italiano.

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Image credit: shutterstock