Expo traina le esportazioni alimentari

L'esposizione universale ha positivamente influenzato il settore. Export record verso USA e Cina.

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Ancora pochi giorni ci separano dalla chiusura di Expo. Mentre continuiamo a vedere immagini di lunghissime code di persone pronte ad entrare, è giusto cominciare a trarre qualche conclusione. Expo ha aiutato o no l’economia italiana? Ha trainato o no le esportazioni alimentari del nostro paese?

Ho trovato un’analisi di Coldiretti (al link il report completo) eseguita sulla base di dati Istat che chiaramente dà le risposte che cerchiamo. La risposta? Sì, Expo ha aiutato il settore agroalimentare nelle esportazioni (e non solo questo settore).

Picco per l’export in USA e Cina (e crollo verso la Russia)

Alcuni dati parlano proprio chiaro: rispetto allo scorso anno, le esportazioni di prodotti italiani nei primi 7 mesi di quest’anno sono aumentate del 7%. In soldoni di che cifre stiamo parlando? Di un obiettivo che secondo Coldiretti verosimilmente punta ai 36 miliardi di euro per le esportazioni del settore entro fine anno.

Coldiretti ha evidenziato che, se da una parte la ripresa economica è dovuta anche a tassi di cambio favorevoli, è evidente che la presenza di Expo ha favorito questa tendenza. A testimonianza di questo l’aumento di esportazioni agroalimentari soprattutto in paesi extra europei (+11,8%), ma se guardiamo a stati come gli USA o Cina arriviamo a cifre da capogiro: +23,2% e +32,7%.

Queste cifre rincuorano i produttori che hanno potuto dimenticare il panico creato nelle aziende in poco tempo, quando hanno visto crollare il proprio fatturato che negli scorsi anni era basato anche sull’esportazioni di prodotti in Russia. L’embargo imposto da Mosca all’Unione Europea nell’agosto del 2014 infatti ha creato un calo nel mercato di ben -36%.

Vieni all’Expo, prova l’originale e acquistalo dal tuo paese…

Sembra sia questa la chiave di questa crescita e a dichiararlo è stato il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. L’Italia esporta soprattutto vino, riconosciuto in tutto il mondo, a seguire ortofrutta, olio d’oliva e via via tutti gli altri prodotti. È lo stesso Moncalvo a dichiarare che ‘Expo è stata un’occasione unica per dare la possibilità a i consumatori stranieri di mettere a confronto i prodotti originali con i troppi tarocchi che circolano in molti paesi’. Non è infatti una novità che nel mondo si trovino imitazioni imbarazzanti dei prodotti d’eccellenza italiani: un danno vero alla nostra cultura enogastronomica. Rivisitazioni di piatti tradizionali a dir poco creative, utilizzo improprio di nomi, piatti venduti come made in Italy, metodi di produzione scadenti… Expo ha placato tutto questo: ha potuto, seppur in parte, dare uno scacco matto a chi crede di poter replicare la qualità di ciò che non è solo ‘cibo’, ma un vero patrimonio nazionale.

La crisi si vince con intelligenza, qualità e uniti

In un momento così delicato per l’Italia e le nostre PMI, questo patrimonio non solo è da difendere, ma è da promuovere con intelligenza, azioni ben strutturate e collaborative che, così come Expo, a parità di investimenti hanno portato grandi benefici in termini economici e di business alle nostre imprese. L’oscillazione del mercato Russia VS USA ce lo conferma: un buon prodotto resiste nonostante tutto, si riposiziona, si reinventa, si propone a nuove nicchie. La riflessione da fare quindi è questa: dovevamo attendere Expo per capirlo? E ora che Expo chiuderà, torneremo ad essere tanti piccoli orticelli o avremo capito che le nostre aziende valgono e insieme diventano una squadra vincente?

 

Photo Credit: Shutterstock