Export alimentare: un Natale 2015 da ricordare

Spumanti e comparto dolciario trainano le esportazioni di un settore in ripresa.

Redazione MondoPMI
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I cibi e le bevande della nostra tradizione natalizia conquistano l’estero, con un export alimentare che sprinta negli ultimi mesi dell’anno. Sono due differenti report di Coldiretti e Confartigianato, a mostrare come il comparto alimentare italiano abbia conquistato una grossa fetta di mercato fuori confine.

Per quel che riguarda il settore dolciario, panettoni, pandori e altre eccellenze alimentari, esportano per oltre 300 milioni di Euro di prodotti, verso soprattutto i mercati di riferimento Francia, Germania e Regno Unito. I paesi europei si mostrano molto interessati alla nostra produzione, ma è negli Stati Uniti che si è registrato l’aumento più vistoso con un +45.5% sull’acquisto di dolci natalizi, con Toscana, Campania e Veneto che guidano la classifica delle regioni produttrici.

Altro settore in grande spolvero è quello vinicolo, in particolare quello che comprende i produttori di vino spumante. La classica bevanda, protagonista dei brindisi augurali di Natale e Fine Anno, secondo Coldiretti è in crescita del +19% sulle esportazioni, raggiungendo e superando per la prima volta nella storia, la quota di un miliardo di Euro di controvalore. La fine dell’egemonia dello champagne francese si sta avverando grazie ai prodotti della zona del Prosecco, dell’Asti e del Franciacorta che ormai non sentono l’effetto della Grandeur del vino francese. Era già notizia di qualche mese fa, infatti, che la produzione totale italiana ha superato quella francese con 48,9 milioni di ettolitri, contro i 46,6 dei cugini d’oltralpe; l’unica preoccupazione espressa da Coldiretti è quella che riguarda la crescente quantità di imitazioni immesse nel mercato che riscuotono sempre maggior successo nei mercati esteri.

Un problema che rischia di rovinare le feste del comparto dei prodotti alimentari che quest’anno nei primi nove mesi dell’anno è cresciuto dello 0,5% nel nostro Paese, per la prima volta dal 2006, e che durante il periodo delle festività raggiungerà un controvalore di 15,2 miliardi di Euro.

Il traino del settore alimentare è fondamentale vista la notevole quantità di piccole e grandi aziende impegnate e la quantità di addetti specializzati che portano avanti una tradizione culturale da difendere e valorizzare.

 

Image Credit: Shutterstock