Fabbrica Motori Automobilistici e indotto Fiat

Studio Baldassi
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La città di Avellino risulta tra le più floride città campane, con un reddito pro capite ben al di sopra della media regionale. La crescita locale, che ha interessato tutta la provincia, è iniziata da un evento tragico come il terremoto dell’Irpinia del 1980 che ha stimolato, successivamente, lo sviluppo di una fitta rete di infrastrutture.

La capacità del territorio di risollevarsi dopo la tragedia e la spinta economica della ricostruzione hanno attirato gli investimenti di numerose realtà industriali legate al mercato dell’automobile, già presente sul territorio con la FMA (Fabbrica Motori Automobilistici). Al momento il settore, soprattutto in Italia, accusa una grave flessione, in parte causata dalla crisi globale ancora in atto, in parte dovuta a costi di produzione troppo alti derivanti da un’imposizione fiscale pressante che incide sul costo del lavoro e sull’innovazione.

Proprio in questi mesi, FMA ne sta risentendo pesantemente. L’azienda, che lavora principalmente su commesse Fiat (qui viene prodotto il motore Multi Jet) e Opel, ha annunciato il licenziamento di ben 100 dipendenti a causa di una diminuzione degli ordinativi. Insieme ad FMA, Avellino ospita altre realtà industriali dell’automotive legate all’ecosistema Fiat, come ad esempio una filiale italiana di Denso (produttore giapponese di sistemi integrati, nonché inventore del QR Code) che qui, con oltre 900 dipendenti, fornisce gli Stabilimenti Fiat Auto dell’area centro-sud Italia e produce climatizzatori, moduli raffreddamento motore e scambiatori di calore. Oltre alle grandi fabbriche, ovviamente, troviamo un cospicuo indotto, formato da molte PMI e piccole aziende. Con una situazione difficile come quella di questo settore, il rilancio non può che passare attraverso una più attenta politica fiscale e una spinta innovativa ottenibile solo grazie al finanziamento alle imprese in difficoltà ma virtuose, per il rilancio dell’economia locale e di un settore stagnante.