Fresco o essiccato, il fico bianco del Cilento è una prelibatezza DOP

Redazione MondoPMI
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La provincia di Salerno è un’are a forte vocazione agricola in cui vengono coltivate varie produzioni tutelate da marchie consorzi, tra i quali spicca il fico bianco del Cilento, classificato come DOP.

La zona di produzione del “Fico Bianco del Cilento” DOP comprende ben 68 comuni, posti a sud di Salerno, dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento e in gran parte inclusi nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Le origini della coltivazione del fico sul territorio del Cilento va fatta risalire ai tempi dei Greci. Sin da allora, infatti, questo frutto ha rappresentato un’eccellenza della produzione locale, per merito delle condizioni ambientali e climatiche che gli conferivano caratteristiche davvero speciali. Le temperature miti garantite dal mare, la protezione degli appennini, le scarse precipitazioni e la fertilità del terreno, infatti, contribuiscono a rendere i fichi del Cilento un vera prelibatezza.

Il fico bianco viene prodotto e commercializzato anche nella variante essicata, che deve la sua particolarità alla buccia di colore giallo chiaro uniforme che scurisce soltanto in caso di cottura in forno.

La fichicoltura nel Cilento rappresenta una risorsa economica e occupazionale importante per la regione. Con oltre il 30% della produzione nazionale, infatti, la Campania è la regione italiana che vanta la maggiore produzione di fichi, con circa 18 tonnellate di prodotto fresco e circa 2.000 tonnellate di fichi essiccati l’anno. Il 70% del prodotto è lavorato in stabilimenti semi-industriali, ed il 30% da Piccole Medie Imprese artigiane.