Gli idrocarburi non bastano a lanciare la PMI a Caltanissetta

Redazione MondoPMI
0
0

La storia delle miniere di zolfo in provincia di Caltanissetta è la storia di una zona povera ma con grandi risorse naturali da sfruttare e, allo stesso tempo, di una popolazione disperata ed affamata, pronta a fare qualsiasi cosa pur di guadagnarsi un tozzo di pane. Basti pensare a come venivano sfruttati i bambini nelle zolfatare.

L’estrazione e la lavorazione dello zolfo interessava soprattutto il capoluogo e la parte alta della provincia, ma sconfinava anche in alcune zone dell’ennese e dell’agrigentino. In molti casi il minerale era così abbondante da essere visibile senza bisogno di scavare, per cui bastavano una pala ed un piccone per raccoglierne grandi quantità. Secondo un censimento fatto nel 1834 le zolfare attive in Sicilia erano quasi 200; di queste ben 88 ricadevano nel comprensorio nisseno. Dalle miniere si estraeva zolfo che veniva esportato in tutto il mondo, dando luogo ad un’attività particolarmente redditizia.

Nel corso del ‘900, però. l’industria zolfifera ha perso sempre più importanza in favore degli impianti di raffinazione e lavorazione del petrolio nella Piana di Gela, una delle aree più povere della Sicilia. L’impianto industriale, negli anni ’50, ha prodotto un incremento rapido dell’occupazione e del reddito pro-capite,  ma ben presto la tendenza si è invertita. L’abbandono delle attività agricole in favore di quelle industriali, nel giro di poco tempo ha causato un importante aumento del costo della vita e del tasso di disoccupazione nel settore industriale.

La scelta di far crescere le raffinerie proprio nella Piana di Gela non si è rivelata delle più felici neanche dal punto di vista ecologico ed ambientale, dato che il polo petrolchimico gelese è nato in un’area ecologicamente importante ed ha precluso lo possibilità di ricerche archeologiche in una zona di grande rilevanza storica nel periodo greco.

L’estrazione e la produzione di idrocarburi in provincia di Caltanissetta, quindi, non ha mai portato a risultati economici rilevanti, e la zona è rimasta sempre una delle più povere in Sicilia. Ancora oggi, infatti, le attività industriali nella zona faticano a decollare e l’economia provinciale continua ad essere legata ad attività di tipo primario. La presenza di idrocarburi poteva essere potenzialmente una miniera d’oro per la provincia, ma le attività imprenditoriale nella zona non sono mai riuscite a svilupparsi come avrebbero potuto.