I distretti toscani reggono alla crisi grazie all’export

Redazione MondoPMI
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A distanza di qualche mese, è interessante notare come già il primo trimestre del 2013, così terribilmente difficile per moltissime imprese italiane, rivelava il ruolo di primo piano di una zona d’Italia che rappresenta perfettamente la qualità, il gusto, la raffinatezza insita in molte produzioni italiane.

Ci stiamo riferendo ai distretti industriali toscani per quel che riguarda una voce fondamentale per l’uscita dalla crisi: l’export. In particolar modo la zona di Firenze si distingue naturalmente per l’apporto che dà all’economia italiana, grazie all’industria enogastronomica (in primis vini di altissimo pregio, ma anche pasta e salumi) e ai beni di lusso del sistema-moda: parliamo in questo caso di pelletteria, calzature, abbigliamento e oreficeria.

Rispetto al corrispondente trimestre del 2012, lo scenario produttivo di Firenze, specialmente, segna un sorprendente +6,4%, registrando un netto divario rispetto al +2,2% italiano e ancor più riguardo al settore manifatturiero nazionale, che cala dello 0,8% (per dovere di cronaca, Francia e Germania scendono rispettivamente del 2,2% e del 3,8%, sempre nel settore manifatturiero).

Con 172 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2012, la Toscana (la zona di Firenze in particolare) si segnala dunque come la regione che ha maggiormente contribuito alla crescita dell’export di pmi e distretti in Italia.

Nel mondo, quindi, il noto e invidiato “Made in Italy” passa attraverso questa splendida regione: i distretti toscani registrano dei livelli di esportazioni globali superiori ai 2,8 miliardi di euro.

Crisi o non crisi, qualcosa di positivo, in Italia, si muove…