I pastifici storici di Pisa conquistano il mercato enogastronomico

Redazione MondoPMI
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Se si pensa a Pisa, il pensiero corre veloce – soprattutto all’estero – alla celeberrima Torre pendente, ma anche al Duomo di Santa Maria Assunta e al Battistero, splendidi esempi dello stile Romanico.

In realtà Pisa e tutta la sua provincia sono terra anche di prelibatezze dal mondo enogastronomico: il riferimento più naturale è sicuramente alla rete di pastifici, di caratura artigianale, che aiutano a rendere celebre questa zona della Toscana, in Italia e nel mondo.

Il numero di dipendenti di queste aziende e la natura dei processi produttivi utilizzati descrive alla perfezione il classico iter della Piccola Media Impresa italiana, nata su iniziativa familiare e cresciuta negli anni d’oro dello sviluppo industriale italiano.

La maggior parte dei pastifici pisani affonda le proprie radici in epoche lontane, essendo frutto di iniziative imprenditoriali di rado recenti: alcuni pastai, infatti, sono pregni di storia, come il Pastificio Morelli esistente a San Romano (nella provincia pisana) fin dal 1860; altri nascono negli anni 50 del 900, come il Pastificio Martelli e il Pastificio Caponi, per citare un paio di casi.

Una cosa è certa: la PMI italiana – e pisana nel caso specifico – trova facilmente espressione nel settore enogastronomico, cresciuto con rapidità e fortuna a partire soprattutto dagli anni 50. Il mix di tradizione, qualità e innovazione tecnologica deve però essere supportato, oggigiorno, da un’attenzione ai mercati internazionali e alle nuove modalità comunicative a cui il settore “food” naturalmente si presta.

Se dal punto di vista comunicativo un nuovo approccio è già cominciato, dal punto di vista commerciale lo sforzo è sicuramente più complesso: le esigenze di internazionalizzazione di questo tipo di produzione devono essere necessariamente accompagnate da facilitazioni fiscali, da supporto manageriale e da un più semplice accesso al credito.