I primi contratti di rete in Italia sono a Treviso

Redazione MondoPMI
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Una delle più importanti regioni italiane, il Veneto, torna ad essere traino per l’intera nazione. Dopo molti anni di crisi il PIL della regione è tornato con segno positivo e si attesta quindi al +1,2%.

L’andamento positivo di questi mesi spinge anche le grandi e le piccole medie imprese ad investire nelle nuove forme contrattuali previste dalla legge sul lavoro.

Sindacati, associazioni di categoria e aziende si sono coalizzate stringendo un accordo di collaborazione al fine di favorire i contratti di rete per moltissime imprese del Veneto. Questo rappresenta un importante punto a sostegno della difesa dei posti di lavoro. I contratti di rete garantiscono infatti la possibilità di trasferire lavoratori da un’azienda all’altra senza licenziare e riassumere per rispondere ai carichi di lavoro. Allo stesso modo, le aziende che non hanno molto lavoro in un dato periodo possono cedere i propri lavoratori a quelle in difficoltà con la mancanza di personale.

L’attuazione di questi contratti garantisce anche più equità nelle mansioni in considerazione dell’età e delle forze fisiche di ogni collaboratore. Pensare di poter trasferire un dipendente 60enne ad una mansione più semplice e meno faticosa in una azienda satellite, potrebbe rappresentare un punto a favore dell’azienda e anche del lavoratore.

Uno degli esempi più importanti in Veneto è rappresentato da un’azienda nel comparto del mobile che conta circa 400 dipendenti e nello scorso anno ha mantenuto lo stesso fatturato dei precedenti per circa 80 milioni di euro.

Insieme ad altre 2 aziende satellite è stato possibile costruire una rete di scambio di collaboratori per rispondere alle esigenze di tutte e tre le realtà.

Il fiore all’occhiello dell’iniziativa, infine, è proprio la possibilità di non ricorrere alle risorse pubbliche fornite dagli ammortizzatori sociali. Scegliendo i contratti di rete si eviteranno casse integrazioni e disoccupazioni favorendo l’intervento privato a sostegno dei lavoratori.