I tappeti di Samugheo tengono alto il nome dell’artigianato sardo

Redazione MondoPMI
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La Sardegna è una regione che nasconde moltissime tradizioni artigianali poco conosciute oltre il mare che la circonda, come la lavorazione dei cesti, della filigrana e dei tappeti. In provincia di Oristano, infatti, sorge un piccolo paese che negli anni è diventato sede di un importante distretto artigianale: Samugheo.
Massima espressione dell’artigianato samughese, appunto, è la tessitura dei tappeti, soprattutto in lana di pecora, lino e cotone.

A Samugheo sono attivi quasi 900 telai, spesso di proprietà di ciascuna famiglia, che realizzano tappeti con la lavorazione “a pibiones”,  grazie alla particolare raccolta del filo di trama su una verghetta metallica a formare un grano a rilievo rispetto al tessuto e dunque disegnare il motivo ornamentale scelto. La particolarità di questa antica produzione artigiana ha incontrato anche il favore di arredatori e designer, che negli anni ’60 e ’70 hanno contribuito a diffondere il prodotto.

Il distretto del tappeto di Samugheo non è di grandi dimensioni e non è formato da moltissime aziende, ma è comunque caratterizzato da elevate competenze tecniche e di marketing. Secondo l’Osservatorio Industriale sardo le piccole medie imprese che costituiscono il distretto sono 26, delle quali soltanto una decina realizzano manufatti artistici mentre le altre producono in modo più industriale, e gli addetti impiegati sono circa una sessantina. Tuttavia le aziende del distretto riescono a generare un volume d’affari di oltre 6o0.000 euro all’anno.