I vini delle Langhe fanno volare il turismo enogastronomico a Cuneo

Studio Baldassi
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Barolo, nebbiolo, dolcetto e barbera sono soltanto alcuni dei nomi dei grandi vini che vengono prodotti da generazioni di vignaioli nella zona del cuneese, nel cuore delle Langhe. Qui si producono ben 13 DOC e 5 DOCG tra i più rinomati e venduti nel mondo.

La provincia di Cuneo è caratterizzata da un paesaggio collinare bellissimo e suggestivo, costellato di castelli e piccoli borghi che sorgono in mezzo a 16 mila ettari di vitigni in cui viene prodotto quasi un milione e mezzo di quintali di uva, da cui si ricava più di un milione di ettolitri di vino ogni anno. Non è difficile credere che questo possa essere il luogo ideale per tutti gli amanti del turismo enogastronomico che preferiscono allontanarsi dal caos delle città per rilassarsi tra le colline, una passeggiata e qualche sorso di ottimo vino. È proprio dal vino, infatti, che è partita la riscoperta della qualità e delle tradizioni locali, che si è estesa poi agli altri prodotti gastronomici del territorio, costruendo un vero e proprio movimento culturale che attira ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo.

La qualità dei vini che vengono prodotti nelle Langhe nasce dall’esperienza di generazioni di viticoltori che tramandano di padre in figlio i segreti per la produzione del vino, sempre nel rispetto della tradizione ma con un occhio di riguardo alla nuove tendenze e alle tecniche più innovative.

Negli ultimi anni, quindi, in provincia di Cuneo si è fortemente sviluppata una tipologia di turismo che può contare su centinaia di agriturismi e di innumerevoli aziende vinicole, di enoteche e di cantine che fanno del territorio un vero e proprio paradiso per gli amanti del buon bere.

Per consentire un’ulteriore crescita del turismo enogastronomico in questa zona, comunque, è importantissimo puntare sulla messa sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico, sulla riqualificazione di spazi esistenti già edificati e sul miglioramento dei servizi per il turista, a iniziare da quello dei trasporti. Questo sarà possibile soltanto grazie alla collaborazione tra istituzioni e piccole imprese agrituristiche, al fine di reperire risorse e finanziamenti alle aziende che permettano la crescita di un settore che è già molto sviluppato ma che, con gli investimenti giusti, può diventare di primaria importanza a livello internazionale.