Il comparto della meccanica sotto i riflettori di Confartigianato Varese

Studio Baldassi
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Confartigianato Varese ha effettuato un sondaggio riguardante l’andamento di circa 300 aziende del comparto della Meccanica. Ad ogni imprenditore intervistato è stata fatta una semplice domanda “Su una scala da 1 a 10, quale intensità di crisi è stata raggiunta dalla sua  impresa?”.

Quasi la totalità del campione, circa il 90%, dichiara di essere abbastanza in difficoltà posizionandosi vicino al “7,5”. Il restante 10% sostiene invece di non aver superato il “5” grazie ad alcuni cambiamenti che hanno permesso di intuire ed anticipare, eventuali problematiche.

Secondo l’85% degli intervistati è stata proprio la mancanza di  lungimiranza unita alla tassazione elevata, che hanno determinato la crisi.

L’ottimizzazione delle energie economiche ed umane, sembra essere il modello ideale sul quale le aziende puntano per uscire dalla crisi. Il settore della meccanica, per ammissione degli stessi intervistati, ha resistito discretamente, soprattutto grazie alle commesse estere, anche se all’unisono gli imprenditori pensano che “o si riparte, o si chiude”.

Le misure che possano attutire gli effetti della crisi, secondo la maggior parte degli intervistati, sono la riduzione del cuneo fiscale e la diminuzione della burocrazia. Circa il 15%  parla invece di incentivare gli investimenti ed i consumi ed un altro 15% auspica un cambio culturale capace di interessare impresa e società, sensibilizzando anche l’opinione pubblica sull’importanza di premiare quelle PMI che creano valore sul territorio.

Ultimo punto dedicato al significato della parola “cambiamento”, dove gli intervistati rispondono in coro affermando che: “Cambiare significa accettare un nuovo modo di lavorare applicando costantemente quelle buone prassi che già sono presenti in azienda: il dialogo e lo stare insieme, il rispetto dei valori condivisi, la cooperazione ed il confronto con i propri collaboratori”.