Il contratto di rete: flessibilità e opportunità in Veneto

Redazione MondoPMI
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Il periodo attuale non è di certo fra i migliori per poter fare impresa, eppure ci sono timidi segnali che lasciano ben sperare per il futuro, anche sul territorio veneto. Il Pil, infatti, è tornato ad alzarsi dell’1.2% dopo gli anni della crisi, ma non c’è solo questo.

Buone nuove giungono infatti dal gruppo Battistella, leader nel settore del mobile insediato nel trevigiano, che con 400 dipendenti, tanto export e poca crisi anzi, punta a far crescere gli 80 milioni di fatturato verso quota 100.

La holding si compone di tre realtà: Battistella Spa, Novamobili Spa e Baco Srl che fabbricano mobili zona giorno e notte e camerette per bambini. Proprio per assecondare la loro crescente richiesta di competitività i sindacati e la Confindustria provinciale hanno sottoscritto un accordo sul contratto di rete.

L’accordo prevede in sintesi la possibilità, per le tre aziende, di scambiarsi gli operai in base alle esigenze produttive del momento. Questa gestione fluida dei dipendenti permette di spostarli, senza incorrere in illeciti, dallo stabilimento che momentaneamente arranca e dovrebbe dunque ricorrere alla cassa integrazione, allo stabilimento che ha il picco produttivo. Una tale gestione permetterebbe un notevole risparmio di risorse pubbliche, oltre a dare impulso alla capacità di innovazione delle singole imprese attraverso un programma comune. Un’occasione della quale potranno usufruire presto anche le imprese di proprietà diversa.

Il presidente ha affermato spiegato che: “con l’innalzamento dell’età pensionabile, rischiamo di avere lavoratori over 65 alle prese con mansioni pesanti, sopportabili quando erano più giovani. La possibilità di spostarli facilmente a compiti produttivi più leggeri, magari dopo un percorso di formazione, contribuirà a rendere più umana per tutti la vita dentro l’azienda”.

Cgl, Cisl e Uil hanno accolto con favore l’accordo, affermando che si sta facendo un passo verso “una più ampia strategia di distretto fra aziende e gruppi diversi”.

Un accordo sintomo di flessibilità e concretezza, in un periodo in cui le imprese italiane lamentano i grovigli burocratici che ostacolano il loro sviluppo.